Ascorbato di Potassio

L’ascorbato di potassio è un sale derivato dall’acido ascorbico (vitamina C) e si ottiene per soluzione estemporanea a freddo in acqua dei due composti (acido ascorbico e bicarbonato di potassio), i quali devono essere in forma cristallizzata purissima (livello di purezza non inferiore al 97%).

È importante la sua somministrazione nei casi oncologici, ma non solo, in quanto recenti ricerche (condotte, in prima linea, dalla fondazione Pantellini)  hanno dimostrato confortanti e importanti sviluppi nel supporto e trattamento a questo tipo di patologia. Si è capito che una delle cause principali della formazione di un neoplasia è la produzione, sia fisiologica che da parte di xenobiotici, dei radicali liberi che causano stress ossidativo e portano ad una modificazione strutturale della pompa Na+/K+ATPasi e conseguente variazione del potenziale di membrana in quanto cambia il contenuto di sodio e potassio all’interno della cellula, che diventa ricca di sodio e povera di potassio, e si modifica, di conseguenza, l’ambiente intracellulare.

Il sodio entra nella cellula attraverso il trasportatore del glucosio (simporto Na+-glucosio che è un cotrasportatore) e questo causa un aumento della concentrazione di glucosio intracellulare. Avviene una modificazione della respirazione cellulare (diminuzione della fosforilazione ossidativa tramite la catena di trasporto degli elettroni e la pompa F0/F1ATPasi), diminuisce la fosforilazione ossidativa e aumentano glicolisi e produzione di lattato a partire dal piruvato attraverso l’enzima lattato deidrogenasi (LDH), ed essendo il piruvato un inibitore dell’entrata in fase S della mitosi, la sua costante diminuzione nel citoplasma (per conversione in acido lattico) rimuove tale blocco sulla mitosi, spingendo la cellula verso una proliferazione incontrollata.

L’utilizzo dell’ascorbato di potassio serve proprio per riportare nelle condizione omeostatiche, o fisiologiche, il potenziale standard di membrana attraverso l’ingresso del potassio nell’ambiente intracellulare. È importante, per questo motivo, l’assunzione dell’ascorbato come sale di potassio in quanto l’acido ascorbico fa da veicolante per l’ingresso nella cellula del potassio e quest’ultimo esplica la sua funzione di equilibratore del potenziale di membrana.

Riequilibrando il potenziale, e di conseguenza la concentrazione di sodio e potassio, si evita l’ingresso massiccio di glucosio, attraverso il simporto Na+-glucosio, che è il principale nutriente di una cellula tumorale, si produce meno lattato e si mantiene una corretta concentrazione di piruvato che evita l’entrata in fase S della mitosi cellulare.

L’ascorbato di potassio è indispensabile per la scissione dei polisaccaridi e il loro assorbimento a livello intestinale. Sembra che promuova la mobilitazione dei polisaccaridi dal lume dell’intestino al circolo sanguigno (e conseguente mobilitazione nell’ambiente intracellulare) perché riduce l’ingombro sterico di queste macromolecole che sono così più facilitate a passare, attraverso la parete intestinale e poi quella dei vasi,  nel circolo ematico.

Molti studi confermano che il potassio è coinvolto in molti processi tra i quali il mantenimento del potenziale di membrana. Inoltre l’ascorbato di potassio è un sale derivato dalla vitamina C che risulta totalmente atossico e privo di effetti collaterali.

Bibliografia:

http://www.news.pantellini.org/

http://www.scienzaeconoscenza.it/articolo/ascorbato-ribosio-potassio-cura-tumore.php

http://www.scienzaeconoscenza.it/articolo_for_print.php?id=23954

http://felicitaannozero.altervista.org/il-nostro-pianeta/le-ricerche-scientifiche-sull-ascorbato-di-potassio#.U1jFn_l_tXg

http://fiocco59.altervista.org/ascorbato_di_potassio.htm

http://www.mednat.org/cure_natur/Raccolta%20Studi%20Ascorbato.pdf

http://www.spaziosacro.it/interagisci/blog/blog2.php/curare-cancro-con-l-ascorbato

http://pantellini.org/?page_id=26

http://www.mednat.org/cancro/ascobato_potassio_studio_comp_chemio.pdf

OPC

La Vite (Vitis vinifera), della famiglia delle Vitaceae, è una pianta originaria del bacino del mediterraneo e del Medio Oriente ed è attualmente coltivata in molti paesi del mondo a clima temperato. Cresce, a volte, inselvatichita in tutto il territorio, fino a 800 metri, e raramente raggiunge i 1200 metri. Fiorisce da maggio a luglio.

La Vitis vinifera contiene principalmente i flavan-3-oli (catechina, epicatechina, epigallocatechina ed epicatechina-3-O-gallata). La cuticola esterna di semi d’uva contiene principalmente oligomeri o polimeri di catechina ed epicatechina (tannini condensati). Questi composti sono anche denominati procianidine (o leucocianidine o OPC).

Le procianidine hanno un’importante valenza terapeutica nel trattamento dei disordini vascolari quali problemi di aumentata permeabilità capillare, a livello periferico ed oculare, ed insufficienza venosa-linfatica. Tra gli elementi di rischio di aterosclerosi si da un ruolo determinante  ai processi ossidativi che causano la formazione dei radicali liberi, quali specie reattive dell’ossigeno che causano danno diretto alle cellule e se sono colpite quelle endoteliali, queste riducono la loro capacità vasodilatatrice, aumenta l’adesione dei monociti che si evolveranno in macrofagi e successivamente in cellule schiumose e questo porterà alla formazione delle classiche placche ateromasiche.

La loro azione antiossidante, contro i radicali liberi, è 18-20 volte più potente della vitamina C, 40-50 volte più forte della vitamina E e del ?-carotene e sono attive, a differenza di altri antiossidanti, sia in ambiente acquoso sia in ambiente anidro (o meglio nei lipidi). È molto importante sottolineare il fatto che le OPC aumentano sensibilmente l’effetto antiossidante dei composti appena elencati perché agisce sinergicamente con queste vitamine migliorandone l’azione benefica sull’organismo. Unite alla vitamina C, regolano la colesterolemia nel sangue (studio fornito nel 1976 da Masquelier), migliorano la circolazione ematica del sistema cardiovascolare, la memoria, la concentrazione e, superando la barriera ematoencefalica, aumentano l’apporto di ossigeno al cervello. Aiutano molto, il nostro fisico, in caso di stress (situazione debilitante che rende l’organismo esposto all’azione dei radicali liberi) ed è importante assumere un integratore alimentare che li contenga perché sono difficilmente assimilabili con la dieta.

Se assunti con l’ascorbato di potassio, questi composti creeranno uno schermo, verso i radicali liberi, fortemente antiossidanti che prodotti presi singolarmente (sia OPC che vitamine) non possono e non riescono a dare.

Bibliografia:

Trattato di Fitoterapia, Gabriele Peroni – DRIOPE, ovvero il patto tra l’uomo e la natura – NUOVA IPSA EDITORE

http://www.vitabasix.com/fileadmin/content/produktInfoPDFs/itPDF/Produktinfo_OPC_IT.pdf

http://www.monoselect.it/files/Vitis-monografia.pdf

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19172583

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/9559333

http://www.raysahelian.com/proanthocyanidins.html

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18636738

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15381413

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21563833

OLEUROPEINA

L'oleuperina è un glucoside che si estrae dalle foglie di ulivo, è classificata come polifenolo. L'oleuropeina concorre a formare il sapore amaro delle olive e delle foglie di olivo: il sapore amaro è importante in quanto difende la pianta dagli attacchi parassitari. Durante la maturazione dell'oliva, essa si scinde per idrolisi e svolge una spiccata funzione antiossidante. Il suo derivato fitochimico (l’oleuropeina ne è quindi precursore), conseguente a questa scissione, è l’idrossitirosolo: l'indice ORAC (Oxygen Radical Absorbance Capacity, ovvero la capacità di assorbimento dell'ossigeno radicalico) riferito a questo composto è pari a 40,000 molTE/g, circa dieci volte maggiore rispetto al tè verde e almeno due volte rispetto al Coenzima Q10.

La foglia d’olivo e suoi estratti vengono usati per le loro capacità di inibire il processo replicativo di molti patogeni. L’oleuropeina, e i suoi derivati, sono in grado di penetrare all’interno della parete cellulare dei batteri e impedirne la replicazione: è stato recentemente dimostrata la capacità di inibire o ritardare il tasso di crescita di una vasta gamma di batteri e micro funghi. L’oleuropeina può essere considerata una potenziale fonte di agenti antimicrobici promettenti per il trattamento delle infezioni del tratto intestinale o respiratorio nell'uomo. Inoltre l’estratto da foglia ha la capacità di abbassare la pressione del sangue e incrementare il flusso del sangue nelle coronarie, è quindi un ottimo antipertensivo, controlla l’aggregazione piastrinica e permette, quindi, di regolare l’emostasi.

Bibliografia:

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/10504039

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/4762397

http://www.scipharm.at/download.asp?id=629

http://fbns.ncsu.edu/USDAARS/Acrobatpubs/P90-120/p112.pdf

http://link.springer.com/article/10.1007%2Fs00396-007-1693-x#page-1

http://aac.asm.org/content/48/12/4892.long

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