Attività dei polisaccaridi del Coriolus

Il Coriolus versicolor, o Trametes versicolor, è uno dei funghi più comuni e più facili da trovare, con una distribuzione molto ampia e a elevata proliferazione. È riscontrabile pressoché in tutte le stagioni dell’anno, resiste spesso anche all’inverno pur non essendo perenne. Appartiene alla famiglia dei Polipori e al posto delle lamelle, la parte inferiore è caratterizzata dalla presenza di pori di circa 2 mm (circa 10 pori per millimetro) con la funzione di aumentare l’area destinata alle spore. Ha una consistenza legnosa e cresce su ceppi.

Grandissimo interesse hanno iniziato a suscitare, negli ultimi anni, i numerosi effetti benefici a livello fisiologico associata all’uso dei polisaccaridi di Coriolus versicolor. Alcuni degli effetti principali includono:

    • potenziamento del sistema immunitario inducendo la produzione di interleuchina-6, interferone, immunoglobulina G, macrofagi e linfociti T;
    • antagonizzazione dell’effetto immunosoppressivo causato da chemio, radioterapia e trasfusioni di sangue;
    • antagonizzazione dell’azione immunosoppressiva indotta da tumori;
    • inibizione della proliferazione di varie forme tumorali, inducendo la produzione di superossido dismutasi (SOD), glutatione perossidasi e di un generale miglioramento dell’attività immunitaria;
    • miglioramento dell'appetito e la funzione epatica;
    • azione rilassante sul sistema nervoso centrale.
    • rimedio efficace di molti disturbi intestinali ed è utile nella terapia delle infezioni microbiche opportuniste che sopprimono la risposta immunitaria.

Questi polisaccaridi sono estremamente benefici per la salute generale, inducendo la formazione e l’attività di enzimi in grado di contrastare i radicali liberi e ridurre il danno ossidativo. I polisaccaridi sono biomolecole in grado di regolare l’azione del sistema immunitario (Wang et al., 1996b). Il PSP, un particolare polisaccaride estratto dal fungo Coriolus versicolor, promuove la proliferazione dei linfociti T e il conseguente potenziamento della risposta immunitaria (Yu et al., 1996). Resta comunque ancora da comprendere il meccanismo d’azione dei polisaccaridi.

I polisaccaridi sono riconosciuti essere dei modificatori della risposta biologica, in particolare la frazione di beta-glucani, e sono molto utili quando associati alla terapia convenzionale. In vari studi su animali, il PSK, una miscela di polisaccaridi e glicoproteine estratti dal Coriolus versicolor, si è dimostrato efficace quando assunto per via orale, endovenosa o per via intraperitoneale (Yang et al., 1992a). In terapia, i polisaccaridi del Coriolus versicolor sono generalmente somministrati per via orale. Numerosi studi suggeriscono che questi polisaccaridi sono atossici, anche quando somministrati diverse volte la dose terapeuticamente efficace e per periodi prolungati. L’utilizzo prolungato del PSP, a 100 volte la dose clinica normale, non ha indotto tossicità acuta e cronica negli animali. Sembrerebbe, inoltre, che questi polisaccaridi non causino problemi o tossicità nemmeno durante la gravidanza e non sono stati osservati effetti avversi nello sviluppo dell’embrione e nella riproduzione della femmina di topo (Ng e Chan, 1997). Il PSP non è teratogeno; è però sconsigliato l’uso del Coriolus versicolor quando si richiede un’immunosopressione dell’organismo perché i polisaccaridi che lo caratterizzano sembrano essere immuno-stimolanti e causano la riduzione dell’azione degli immunosopressori, come per esempio la ciclosporina (Qian et al., 1997).

PSP/PSK possiedono attività antitumorale (Cho et al., 1988; Sakagami et al., 1991; Yang et al., 1992a; Dong et al., 1996; Mao e Gridley, 1998; Mao et al., 1996) e la loro somministrazione orale ha controllato vari carcinomi in esperimenti animali e umani (Ng, 1998). I giapponesi lo hanno usato per lungo tempo come rimedio popolare per il cancro, mentre in MTC (Medicina Tradizionale Cinese) è utilizzato per combattere le infezioni polmonari, l’eccesso di flemma e l’epatite. Gli antichi monaci Taoisti lo veneravano perché cresce su alberi di pino, e, poiché i pini sono piante sempreverdi, essi ritenevano che il fungo incorporasse il potere di questi alberi che non perdono mai le foglie.

Questo fungo ha attirato l’attenzione dell’industria farmaceutica nel 1965 quando un ingegnere chimico giapponese della Kureha Chemical Industry osservò il tentativo del suo vicino di casa, malato terminale di cancro dello stomaco, di curarsi con questo rimedio popolare, dopo che l’ospedale aveva smesso ogni tentativo di trattamento. Dopo vari mesi di assunzione egli riuscì a tornare a lavorare. L’ingegnere convinse i suoi colleghi a studiare la composizione del fungo e, dopo una serie di ricerche, riuscirono ad estrarre il PSK o Krestin. Il Krestin divenne un farmaco e il suo successo stimolò i ricercatori a sviluppare il PSP. Ben presto, entrambi furono utilizzati come potenti stimolatori del sistema immunitario con la caratteristica di aumentare la conta linfocitaria e i livelli di INF-?, di IL-12 e di IL-2. La supplementazione con il PSK iniziò nel 1978, mentre quella con PSP nel 1990; furono effettuate sperimentazioni cliniche su vari tipi di tumore che fruttarono la pubblicazione di centinaia di lavori scientifici.