Auricularia auricula-juadae e OPC

La radioterapia è uno delle più comuni modalità di trattamento per i tumori umani. In radioterapia, alte dosi di radiazioni ionizzanti vengono utilizzate per danneggiare le cellule bersaglio o i tessuti colpiti da neoplasia. Tuttavia, l'irradiazione danneggia anche i tessuti normali circostanti i tumori, pertanto, le cellule non-bersaglio e/o i tessuti sani dovrebbero essere protetti contro i danni di queste radiazioni. In particolare, il sistema immunitario è molto sensibile alle radiazioni che favoriscono l’apoptosi dei linfociti, causano danni al sistema ematopoietico, ecc [1,2]. Perciò i composti radioprotettivi sono molto importanti nella radioterapia clinica[3].

Anche se una grande varietà di composti hanno dimostrato poter essere utili come radio-protettori in studi di laboratorio, la maggior parte di loro hanno fallito anche prima di raggiungere la fase preclinica a causa della loro tossicità ed effetti collaterali. Sono stati scoperti vari prodotti naturali radioprotettivi, tra cui polifenoli[4], flavonoidi[5], antociani[6] e polisaccaridi[7]. Le procianidine dei semi d'uva (OPC) sono riconosciute come gli antiossidanti naturali più efficaci per la rimozione dei radicali liberi nel corpo umano. Sono biologicamente attive e hanno una vasta gamma di funzioni fisiologiche, migliorando la circolazione sanguigna, proteggendo la vista grazie alla loro attività antiossidante[8,9] e così via. Le più semplici procianidine sono la catechina, la epicatechina, altri componenti dimeri di catechina ed epicatechina e altre strutture complesse come i trimeri e i tetrameri e così via fino ai decameri.

Le procianidine possono inibire l'aumento dei livelli di MDA indotti da radiazioni[10], migliorare la funzionalità del sistema immunitario[11] e svolgere un ruolo protettivo contro le radiazioni[12,13]. Nel campo della radioprotezione, qualche ricerca riporta che i polisaccaridi di Auricularia auricula-judae (AAP) mostrano effetti protettivi sulle lesioni neii topi di laboratorio causate dalle radiazioni[16]. Questo fungo ha suscitato molta attenzione e si sta prendendo in considerazione il suo utilizzo in questo campo. L’Auricularia è un comune fungo commestibile sessile, con brevissimo gambo, a forma di orecchio, di colore rosso-brunastro scuro, gelatinoso, elastico, cartilagineo con il tempo secco, ritorna alla consistenza gelatinosa dopo l’idratazione; il sapore è dolce e l’odore impercettibile. Cresce su vecchi alberi morti o su parti morte di alberi vivi con una certa predilezione per il Sambuco e l’Olmo, in oriente per il Mango e può raggiungere dimensioni da 3 a 10 centimetri. In Cina viene spesso aggiunto ai vari piatti, non tanto per il sapore ma per la credenza tradizionale che migliore la respirazione, circolazione ed in genere il benessere[20].

L’utilizzo di due o più prodotti naturali come un nuovo tipo di agente radioprotettivo si presume possa migliorare o ritardare la progressione dei danni cellulari indotti dalle radiazioni[17]. Prove emergenti hanno dimostrato che un agente multitarget o la combinazione di agenti multi target, aventi attività radioprotettivo e senza causare una qualsiasi tossicità, sono necessari per il successo della prevenzione e/o il trattamento di lesioni indotte da radiazioni ? [18,19]. Pertanto, riteniamo che la combinazione di OPC e AAP o altri agenti insieme sarebbe altamente efficace nel prevenire e trattare i danni causati dalle radiazioni. Questo sarà utile per comprendere l'effetto della relazione tra OPC e AAP, esplorando i loro effetti sinergici sul danno cellulare indotto dalle radiazioni nei splenociti, fornendo una base scientifica per la loro applicazione in integratori alimentari e farmaci per la prevenzione e il trattamento del danno splenocitario.

Bibliografia.

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2. Anderson, R.E.; Warner, N.L. Ionizing Radiation and the Immune Response. In Advances in Immunology; Frank, J.D.A.H., Ed.; Academic Press: Pittsburgh, PA, USA, 1976; Volume 24, pp. 215–335.

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18. Seed, T.M. Radiation protectants: Current status and future prospects. Health Phys. 2005, 89, 531–545.

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20. Ivo Bianchi, MICOTERAPIA. 2008, Nuova Ipsa Editore