HIV e Funghi Medicinali

L’AIDS, o sindrome da immunodeficienza acquisita, è causata dal virus dell'immunodeficienza umana (HIV), un retrovirus della famiglia lentivirus che era sconosciuto fino agli inizi del 1980, ma da allora si è diffuso in tutto il mondo ed è stato in grado di infettare milioni di persone[1,2,3]. Il risultato dell'infezione da HIV è l’inesorabile distruzione del sistema immunitario, ponendo tutte le persone infette a rischio di malattia e morte per lo sviluppo di infezioni opportunistiche e neoplasie[4]. I retrovirus non sono in grado di replicarsi al di fuori delle cellule viventi dell’ospite perché contengono solo RNA e non contengono DNA. La variante del virus HIV che provoca la maggior parte delle infezioni è noto come HIV-1.

Il virus maturo ha una forma sferica[5] ed è costituito da un nucleo denso contenente il genoma virale. Questo contiene due corti filamenti di acido ribonucleico (RNA) a polarità positiva (mRNA), lunghi circa 9200 basi nucleotidiche, uniti a proteine basiche che complessano con gli enzimi della trascrittasi inversa, della proteasi e dell'integrasi, formando una struttura cilindro/conica densa denominata core. Quest’insieme è tutto racchiuso in un involucro lipidico esterno che ospita le glicoproteine della membrana virale gp120 e gp41. La prima aiuta nel legame del virus alle cellule bersaglio con i recettori CD4, mentre la gp41 serve per fondere le membrane virali con la parete cellulare[6]. Al microscopio elettronico, la membrana plasmatica di un linfocita CD4 + infetto mostra particelle virali in gemmazione con diametro che si aggira ai 100 nm. Il genoma del virus HIV, simile a quello dei retrovirus, contiene tre grandi geni: Gag (group-specific antigen), Pol (Polymerase)ed Env (Envelope), indispensabili per produrre le proteine strutturali di nuove cellule virali[7]. Sebbene la maggior parte delle proteine virali HIV, che comprendono la p24 (antigene contenuta nel core) e la gp41 (glicoproteine presente nell’envelope), siano altamente immunogeniche, le risposte anticorpali variano a seconda della carica virale e la forza del sistema immunitario dell’ospite. La antigenicità di questi diversi componenti fornisce un mezzo per il rilevamento di anticorpi, la base per la maggior parte dei test HIV.

L’HIV ha la capacità addizionale di mutare facilmente, in gran parte a causa dell’alto tasso di errore dell’enzima trascrittasi inversa, che introduce una mutazione circa una volta ogni 2000 nucleotidi incorporati[8]. Questo alto tasso di mutazione porta alla nascita di varianti di HIV all'interno delle cellule della persona infetta che può resistere all’attacco immunitario, risultando più citotossici e in grado di generare sincizi più facilmente o resistere alla terapia farmacologica. Nel tempo, diversi tessuti del corpo possono ospitare differenti varianti di HIV.

Il virus infetta principalmente cellule che presentano sulla superficie una proteina, la CD4, che la utilizzano per permettere l'ingresso. Molti tipi di cellule condividono epitopi comuni di questa proteina, anche se i linfociti T CD4 giocano un ruolo cruciale. In macrofagi e in altre cellule carenti di recettori CD4, come i fibroblasti, il virus utilizza il sito recettoriale Fc o un sito complementare per entrata all’interno della cellula. Le cellule del sistema dei fagociti, principalmente monociti e macrofagi tissutali, linfociti T, linfociti B, cellule natural killer (NK), cellule dendritiche (cellule di Langerhans negli epiteli e cellule follicolari dendritiche nei linfonodi), le cellule staminali ematopoietiche, cellule endoteliali, cellule microgliali nel cervello e cellule epiteliali gastrointestinali sono gli obiettivi primari dell’infezione da HIV. Il virus può essere trasmesso in vari modi: per via sessuale,ematica e verticale, ovvero madre-figlio. La trasmissione per via sessuale è la principale, rappresenta addirittura l’85% delle infezioni, ed è una piaga che anche ai giorni nostri non si è ancora riusciti a debellare. L’utilizzo del profilattico è il sistema migliore per prevenire questo tipo di contagio, ma soprattutto i giovani non impiegano con abitudine questo tipo di anticoncezionale.

Il 1 Dicembre è stata la giornata mondiale contro l’AIDS, iniziativa nata nel 1988 per accendere i riflettori su questa grave malattia che purtroppo è lontana dall’essere debellata e ancora oggi colpisce moltissime persone. Nel 2014, secondo l’Oms Europa e Centro europeo controllo malattie (Ecdc), sono state registrate 142 mila nuove infezioni nei 53 paesi della regione europea dell’Oms, di cui circa 30 mila nella sola Unione Europea. Questi dati sono molto sconfortanti e dimostrano quanto ancora troppa prevenzione sia fatta e quanto poco siano educati i più giovani riguardo questa malattia. La ricerca scientifica sta cercando di trovare nuove terapie di cura per dare sempre più speranze di guarigione ai malati. I funghi medicinali, a questo proposito, sembrano avere attività diretta su questo virus e diversi studi ne attestano l’efficacia.

Diversi triterpeni estratti del Ganoderma lucidum (cioè Ganoderiol F[9], Ganodermanontriol[10], acido Ganodermico B[11]) sono agenti antivirali attivi contro il virus dell'immunodeficienza umana di tipo 1 (HIV-1). È stato calcolato che la concentrazione minima di Ganoderiol F e Ganodermanontriol, per completa l'inibizione dell'infezione da HIV-1 ad effetto citopatico in cellule MT-4, è di 7,8 microgrammi/ml. È stata segnalata un'attività anti-HIV del micelio del terreno di coltura di Lentinula edodes (Shiitake) e della lignina idrosolubile di questo fungo[12,13]. Il Lentinano solfato, estratto dallo Shiitake, ha completamente impedito l'effetto citopatico HIV-indotto[14]. I polisaccaridi legati alle proteine PSK e PSP isolate da Coriolus versicolor (o Trametes versicolor) è stato trovato possedere un effetto antivirale in vitro sul virus dell'HIV e citomegalovirus[15]. Oltre l'efficace immunostimolazione operata da questi composti che caratterizzano il fungo, altri effetti svolti dai complessi polisaccaride-proteina contribuiscono all'attività antivirale, ad esempio all'inibizione del legame della glicoproteina 120 (gp120) dell'HIV-1 al recettore CD4 e all'inibizione dell'attività della trascrittasi inversa del virus[16]. Inoltre, la Frazione D (MD-fraction) estratta dalla Grifola frondosa (Maitake) è stata testata in un trial a lungo termine in 35 pazienti affetti da HIV. L'85% di questi, dopo somministrazione della frazione estratta, ha segnalato un maggiore senso di benessere per quanto riguarda i vari sintomi e le malattie secondarie opportunistiche causate dall'HIV. Venti pazienti hanno mostrato un aumento della conta delle cellule CD4+ di 1,4-1,8 volte e otto pazienti una diminuzione di 0,8-0,5 volte[17].

Questo dimostra la possibile azione che i vari funghi possono avere in questo campo. Ovviamente bisogna sempre avere il parere di uno specialista medico e non eseguire mai di proprio conto un possibile piano di cura, questo peggiorerà solamente il decorso della malattia. È importante, inoltre, informarsi sull'origine, la coltivazione e i metodi di produzione dei funghi e dei loro estratti: funghi non biologici e non lavorati con le metodiche opportune possono causare gravi intossicazioni, reazioni allergiche anche gravi e provocare un peggioramento nella patologia.

Fonti bibliografiche:

  1. Sepkowitz KA, AIDS—the first 20 years, in N. Engl. J. Med., vol. 344, nº 23, giugno 2001, pp. 1764–72, DOI:10.1056/NEJM200106073442306, PMID 11396444.
  2. Weiss RA, How does HIV cause AIDS?, in Science, vol. 260, nº 5112, maggio 1993, pp. 1273–9, Bibcode:1993Sci...260.1273W, DOI:10.1126/science.8493571, PMID 8493571.
  3. Russell Cecil, Textbook of Medicine, Philadelphia, Saunders, 1988, pp. 1523, 1799, ISBN 0-7216-1848-0.
  4. UNAIDS, WHO (December 2007). "2007 AIDS epidemic update" (PDF). p. 10. Retrieved 2008-03-12.
  5. McGovern SL, Caselli E, Grigorieff N, Shoichet BK (2002). "A common mechanism underlying promiscuous inhibitors from virtual and high-throughput screening". Journal of Medical Chemistry 45 (8): 1712–22. doi: 10.1021/jm010533y. PMID 11931626.
  6. AIDS nel Libro dell'anno (2007) su Treccani.it
  7. Various (2008). HIV Sequence Compendium 2008 Introduction (PDF). Retrieved March 31, 2009.
  8. "IV. VIRUSES > F. ANIMAL VIRUS LIFE CYCLES > 3. The Life Cycle of HIV". Doc Kaiser's Microbiology Home Page. Community College of Baltimore County. January 2008.
  9. Stamets P. Growing Gourmet and Medicinal Mushrooms. Berkely: Ten Speed Press; 2000.
  10. Zjawiony J. Biologically active compounds from Aphyllophorales (Polypore) fungi. J Nat Prod. 2004;67:300–10.
  11. Chang ST. Mushroom research and development—equality and mutual benefit. In: Royse DJ, editor. Proceedings of the 2nd International Conference on Mushroom Biology and Mushroom Products. Pennsylvania State University; 1996. pp. 1–10.
  12. Tochikura TS, Nakashima H, Ohashi Y, Yamamoto N. Inhibition (in vitro) of replication and of the cytopathic effect of human immunodeficiency virus by an extract of the culture medium of Lentinus edodes mycelia. Med Microbiol Immunol. 1988;177:235–44.
  13. Suzuki H, Okubo A, Yamazaki S, Suzuki K, Mitsuya H, Toda S. Inhibition of the infectivity and cytopathic effect of human immunodeficiency virus by water-soluble lignin in an extract of the culture medium of Lentinus edodes mycelia (LEM) Biochem Biophys Res Commun. 1989;160:367–73.
  14. Yoshida O, Nakashima H, Yoshida T, Kaneko Y, Yamamoto I, Matsuzaki K, et al. Sulfation of the immunomodulating polysaccharide lentinan: a novel strategy for antivirals to human immunodeficiency virus (HIV) Biochem Pharmacol. 1988;37:2887–91.
  15. Tochikura TS, Nakashima H, Hirose K, Yamamoto N. A biological response modifier, PSK, inhibits human immunodeficiency virus infection in vitro. Biochem Biophys Res Commun. 1987;148:726–33.
  16. Colins RA, Ng TB. Polysaccharopeptide from Coriolus versicolor has potential for use against human immunodeficiency virus type 1 infection. Life Sci. 1997;60:PL383–7.
  17. Nanba H, Kodama N, Schar D, Turner D. Effects of maitake (Grifola frondosa) glucan in HIV-infected patients. Mycoscience. 2000;41:293–5.