I benefici dell'Hericium erinaceus

Negli ultimi anni è iniziata una rinascita, in molte parti del mondo, dell’interesse verso i rimedi naturali e i sistemi di prevenzione che possono integrare la normale “medicina moderna”. Un gran numero di ricercatori sostiene che i prodotti naturali (“farmaci tradizionali” o “medicine alternative”) sono una promettente fonte di nuove terapie. I “prodotti naturali” sono composti chimici o sostanze prodotte da organismi viventi presenti in natura che, solitamente, hanno attività biologiche o farmacologiche. Molti composti naturali sono importanti nel trattamento di una vasta gamma di condizioni patologiche e gli effetti preventivi e terapeutici contro queste malattie sono stati ben documentati. I farmaci derivanti da fonti naturali sono solitamente conosciuti per essere privi o avere un basso numero di effetti collaterali. A questa categoria appartengono i funghi medicinali che, fin dai tempi antichi, sono stati riconosciuti come alimenti nutrizionalmente funzionali e fonte di composti i fisiologicamente benefici e attivi sull’organismo. I funghi sono la manifestazione dei detti “medicinali e alimenti hanno un'origine comune” o “fa che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo”. Diverse specie di funghi sotto il genere di Pleurotus, Ganoderma, Cordyceps, Lentinus, Hericium e Grifola sono stati segnalati per il loro ruolo benefico sulla salute.

L’Hericium erinaceus è un fungo raro e pregiato, appartenente alla classe dei basidiomiceti, utilizzato da molti secoli nella medicina tradizionale cinese per il suo valore medicinale. Il suo aspetto molto particolare e caratteristico ha stimolato l’attribuzione di numerosi nomi come “criniera di leone”, “barba bianca”, “barba di vecchio” e “testa di scimmia”. In cinese e giapponese, questo fungo viene chiamato “hóu tóu g?” e “yamabushitake”, rispettivamente. Yamabushitake è un termine composto dalla parola take, che significa fungo e da yamabushi, che significa “coloro che dormono sui monti”; sembra infatti che il fungo abbia un aspetto simile a quello della giacca rituale di una setta di monaci eremiti giapponesi che vivevano abitualmente nei boschi. Numerosi studi ne segnalano il valori medicinale e l’attività benefica sulla salute di questo fungo, ma la maggior parte delle informazioni sono sparse e non molto facilmente reperibili. Database scientifici come Pubmed, SCOPUS e Google Scholar contengono i recenti progressi nelle informazioni sulle proprietà benefiche del fungo di Hericium erinaceus che possono contribuire all'ulteriore ricerca sui ruoli medicinali o terapeutici di questo fungo sulla salute.

Uno studio molto interessante, che può essere visualizzato su Hindawi, fa riferimento agli effetti gastroprotettivi dell'estratto acquoso di Hericium erinaceus contro l’ulcera, etanolo-indotta, in ratti Sprague Dawley. Inoltre, sono stati studiati i possibili coinvolgimenti nella perossidazione lipidica, della superossido dismutasi e della catalasi. È stato effettuato uno studio di tossicità acuta; gli effetti dell’estratto acquoso di Hericium erinaceus sulla zona di “ulcerazione”, nell’inibizione della formazione dell’ulcera, sul muco della parete gastrica, sulle lesioni gastriche, sui livelli di antiossidanti e il contenuto di malondialdeide (MDA) sono stati valutati nell'ulcera indotta da etanolo in vivo. In uno studio di tossicità acuta, un'alta dose di 5 g/kg non ha provocato la manifestazione di segni tossicologici nei ratti. L'estratto ha promosso la protezione contro l’ulcera, tutto questo accertato da una significativa riduzione della zona di lesione. Inoltre, esso ha dimostrato un’attività significativa di protezione contro le lesioni della mucosa gastrica, impedendo l’esaurimento degli enzimi antiossidanti. Il livello di MDA è stato limitato anche nei tessuti dello stomaco dei ratti, se confrontato con il gruppo di controllo; ha protetto la mucosa gastrica nel modello in vivo ed è stato dimostrato che i composti bioattivi presenti nell'estratto possono svolgere un ruolo importante nell'attività gastroprotettive.

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