Regolazione Immunitaria nelle IBD

Le malattie infiammatorie croniche intestinali (IBD), tra cui la rettocolite ulcerosa e il morbo di Crohn, sono caratterizzate da sintomi ricorrenti di dolore e gonfiore addominale, diarrea, pus e sanguinamento[1]. I tassi di incidenza e prevalenza delle IBD sono stati segnalati in aumento in tutto il mondo[2]. La medicina moderna indica le IBD come patologie a eziologia e patogenesi non ancora ben chiare: sappiamo che fattori determinanti nello sviluppo sono la predisposizione ereditaria, un cattivo regime alimentare, l’alterazione dell’equilibrio immunitario, infezioni e fattori psicologici e ambientali[3]. Sfortunatamente, i trattamenti farmacologici per le IBD sono molto limitati e includono principalmente preparazioni di acido 5-aminosalicilico[4], corticosteroidi, agenti immunosoppressivi e alcuni probiotici[5-7]; tuttavia, questi farmaci hanno diversi limiti ed effetti collaterali più o meno vari nei pazienti che li assumono.

Recentemente, si è iniziato a considerare la flora intestinale come un fattore importante per la progressione delle IBD[8-10], anche se l’eziologia e la patogenesi delle IBD sono varie e ancora poco chiare. In individui geneticamente predisposti, l’integrità della mucosa intestinale è danneggiata e gli antigeni microbici sfuggono facilmente attraverso la barriera epiteliale, attivando così una risposta immunitaria inappropriata o una sottostante infiammazione cronica[11]. Il microbiota intestinale svolge un ruolo importante nel mantenimento dell’equilibrio intestinale tramite l’attivazione dei Toll-Like Receptor nel processo di riparazione dei danni e per l’integrità della mucosa intestinale[12,13]. Studi recenti hanno evidenziato che i disturbi a carico della flora enterica potrebbero favorire la patogenesi delle IBD e ridurre la diversità microbica nei pazienti[8,14]. Il modo in cui il disturbo della flora enterica influenza le IBD è ancora poco chiaro e potrebbe essere correlato all'invasione di alcuni patogeni e/o alla riduzione di alcuni batteri protettivi, con conseguente attivazione di alcune cellule immunitarie anormale, alterazione delle risposte immunitarie mediate da Th1 e Th17, aumento della permeabilità della membrana mucosale, perdita della funzione di tolleranza immunitaria e così via[8,14]. Atri fattori rilevanti sono i vari regimi alimentari, l’età, lo stile di vita, la genetica e altri fattori ambientali[16-19]. Ricerche in ambito medico hanno dimostrato che i batteri probiotici potrebbero essere utili nella prevenzione e nel trattamento di patologie acute e croniche tra cui la diarrea associata agli antibiotici e le IBD[15].

I funghi medicinali possono rivestire un ruolo rilevante nella prevenzione e nella regolazione del processo infiammatorio e della reattività immunitaria che caratterizzano le malattie infiammatorie croniche intestinali.

Hericium erinaceus, appartenente alla divisione Basidiomycota e della classe Agaricomycetes, è fungo medicinale ricco di componenti attivi quali diterpenoidi, steroidi, polisaccaridi e altri ingredienti funzionali[22]. È stato riferito che gli estratti di H.erinaceus hanno attività antimicrobica sia contro i batteri antibiotico-resistenti sia non[21,23-26], in particolare Helicobacter pylori[27,28] che è un agente patogeno gastrointestinale solito provocare effetti avversi quali ulcere gastriche. Numerosi studi hanno dimostrato la sua capacità di migliorare condizioni infiammatorie gastrointestinali, dalla più comune gastrite alle malattie cronico-degenerative dell’intestino a cui appartengono le IBD. Uno studio osservazionale su 56 pazienti, 46 affetti da IBD e 10 con situazioni infiammatorie intestinali diverse (carcinoma colo-rettale, mesotelioma peritoneale, e parassiti intestinali) supplementati per 3 mesi con 2 grammi al giorno di H.erinaceus, ha evidenziato una considerevole riduzione della calprotectina fecale, proteina marker per le malattie infiammatorie croniche dell'intestino[29], con valori che oscillavano dal 70,1% al 75,8%. Inoltre tutti i soggetti hanno riportato notevole miglioramento e/o remissione dei sintomi e miglioramento della qualità della vita.

Un altro fungo interessante in questo senso è la Lentinula edodes: contiene un β-glucano specifico, il Lentinano, a cui sono state attribuite numerose proprietà[30,31] tra cui la spiccata capacità di modulare l’attività del sistema immunitario. Nell’infiammazione intestinale può rivelarsi un utile supporto in quanto diversi studi ne indicano la capacità di agire sul microbiota intestinale, riducendone la diversità e favorendo l’uniformità lungo l’intestino, specialmente nel cieco e nel colon[32].


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