Celiachia e Malassorbimento

La celiachia è un disturbo dell’intestino tenue associato a infiammazione della mucosa intestinale, atrofia villosa e iperplasia delle cripte. Le presentazioni cliniche di questa patologia sono le stesse del malassorbimento (ad es. steatorrea, calo ponderale) e delle carenze vitaminiche e nutrizionali. La celiachia è relativamente comune e ha una prevalenza di circa un individuo su 300. Tuttavia, è meno diffusa nei soggetti di origine cinese, giapponese e africana.

I segni e i sintomi della celiachia, nota anche come enteropatia da glutine o sprue non tropicale, sono stati descritti per la prima volta da Areteo di Cappadocia nel II secolo d.C. Negli anni Quaranta, si notò che l’assunzione di cibi contenenti frumento, orzo e segale poteva causare malassorbimento e che tale condizione scompariva eliminando questi alimenti dalla dieta. Successivamente, si determinò che la proteina responsabile di questa sensibilità è la gliadina del glutine. L’esposizione alla gliadina causa una reazione infiammatoria. Ciò porta ad una progressiva riduzione dei villi che rivestono l'intestino tenue (atrofia dei villi) fino alla loro completa scomparsa. Ciò interferisce con l'assorbimento delle sostanze nutritive, in quanto i villi intestinali ne sono responsabili.

La celiachia è un disturbo del sistema immunitario (malattia autoimmune) causato da un difetto genetico che si manifesta con l’esposizione ambientale al glutine. La patogenesi della celiachia è incentrata sul ruolo dei linfociti T. La gliadina una volta “attivata” dalla transglutaminasi tissutale, un enzima intracellulare rilasciato dalle cellule endoteliali infiammate e dai fibroblasti e responsabile della deamidazione dei residui glutaminilici in gliadina e acido glutammico, formando, così, un peptide più immunogenico, attiva i linfociti T CD4+ presenti nella lamina propria della mucosa intestinale. Questi ultimi, una volta attivati dalla gliadina, migrano dalla lamina propria, in sede sub epiteliale, e avviano la produzione di diverse citochine, tra cui fattore di necrosi tumorale alfa (TNF-alfa), interleuchina 2 (IL2) , interleuchina 4 (IL4) e interferone gamma (IFN-gamma). Queste citochine causano apoptosi e iperproliferazione linfocitaria che portano ad assottigliamento della mucosa intestinale e appiattimento dei villi intestinali.

La classica presentazione clinica della celiachia include diarrea con steatorrea (emissioni maleodoranti, feci “galleggianti”); dolore addominale; calo ponderale; deficit di crescita nei bambini; anemia microcitica (defi cit di ferro) o macrocitica (deficit di vitamina B 12 ); segni e sintomi della carenza di vitamina B (ad es. glossite, neuropatia periferica, mialgie, debolezza); ecchimosi (malassorbimento di vitamina K); alterazioni dello smalto dei denti; edema; osteopenia, osteoporosi o osteomalacia associate a deficit di vitamina D e calcio. Poiché i segni e i sintomi sono molteplici, le forme lievi (subcliniche) della celiachia potrebbero non essere identificate. I disturbi associati alla celiachia sono la sindrome di Down, la dermatite erpetiforme, il diabete mellito di tipo 1, le patologie autoimmuni della tiroide, i deficit di IgA e le epatopatie. La dermatite erpetiforme è causata dagli autoanticorpi contro la transglutaminasi epidermica; i pazienti presentano papule e vescicole pruriginose sul tronco e sugli arti. Circa il 5% dei soggetti con diabete di tipo 1 e il 16% con sindrome di Down presenta la celiachia.

TRATTAMENTO

La morfologia della mucosa dell’intestino tenue migliora quando i pazienti celiaci seguono una dieta priva di glutine. Pertanto, il trattamento di elezione è un’alimentazione priva di glutine per tutta la vita. Le principali fonti di glutine sono frumento, orzo e segale. I pazienti devono seguire i consigli di un nutrizionista e devono leggere con attenzione l’etichetta dei cibi pronti per verificare la presenza di glutine. Inoltre, è necessario trattare qualsiasi altro deficit nutrizionale (ad es. di vitamina D o altre vitamine liposolubili e idrosolubili, calcio e ferro) identificato. La maggior parte dei pazienti mostra un miglioramento sintomatico del malassorbimento entro due settimane dall’inizio della dieta priva di glutine. Se non vi è una risposta alla dieta priva di glutine, la causa più comune è la mancata compliance del paziente alla dieta.

FUNGHI MEDICINALI UTILI

In caso di malassorbimento possono risultare molto utili due funghi medicinali, ovvero il Reishi (Ganoderma lucidum) e Hericium erinaceus. L’Hericium è un fungo utilizzato in Medicina Tradizionale Cinese (MTC) per le sue proprietà benefiche a supporto dell’apparato gastrointestinale. In particolare, dagli studi condotti è emersa una significativa attività di protezione contro le lesioni della mucosa gastrica, impedendo l’esaurimento degli enzimi antiossidanti, una riduzione dell’azione della proteina BAX (Jing-Yang Wong et al., 2013) e una riduzione dell’infiltrazione leucocitaria nella superficie del lume gastro-intestinale e nella sottomucosa (Mahmood AMEEN Abdulla et al., 2008).

Il Reishi viene impiegato da secoli in MTC per le sue straordinarie proprietà antinfiammatorie e immunomodulanti. Diversi componenti del fungo sono in grado di migliorare la proliferazione e la maturazione dei linfociti T e B, cellule mononucleate della milza, cellule NK e cellule dendritiche in coltura in vitro e in studi su animali in vivo (Bao et al. 2001 ; Cao and Lin 2002 ; Zhu, Chen, and Lin 2007 ; Ma et al. 2008). Inoltre, il Reishi è in grado di fornire protezione significativa alla mucosa gastrica contro l’ulcerazione (Jae-Heung Parco et al., 2014) e favorirne il processo di guarigione (Gao Y et al., 2002).

La combinazione dei due funghi può risultare estremamente utile in caso di infiammazione intestinale e malassorbimento perché si riduce il processo flogistico e si da supporto efficace alla mucosa gastrointestinale.