Gli enzimi nei funghi


Enzima 3dGli enzimi sono una delle componenti principali dell’organismo umano, sono dei catalizzatori dei processi biologici e sono, per cui, responsabili dei processi vitali sia negli animali che nei vegetali. La grande maggioranza di essi sono proteine sia semplici che complesse, sono composti da un gruppo prostetico, o coenzima, che è la parte non proteica e da una parte proteica detta apoenzima; insieme vanno a comporre l’oloenzima o enzima attivo. Un enzima per funzionare necessita di cofattori che possono essere ioni metallici come Ferro e Rame (cofattori inorganici) oppure coenzimi organici come il NAD+, il FAD+ e la Biotina.

Gli enzimi hanno la capacità di abbattere l'energia di attivazione (Eatt) di una reazione, modificandone il cammino per far sì che un processo cineticamente lento, risulti più veloce. Non vanno ad interferire sulla stereochimica e non variano per cui la concentrazione di reagenti e prodotti. In sintesi migliorano il più possibile le condizioni affinché una reazione possa avvenire e questo avviene semplicemente legandosi al substrato, permettendogli di arrivare ad avere la forma dello stato di transizione (complementarietà con lo stato di transizione) e trasformarsi molto più facilmente in prodotto.

Lo stato intermedio non è né Substrato né Prodotto.

Gli enzimi diminuiscono l’energia dello stato di transizione perché lo stabilizzano; devono avere una forma complementare sia al substrato che al prodotto, anzi devono fare in modo che il substrato assuma la conformazione dello stato di transizione.

 

 

La terapia enzimatica fornisce importanti benefici nel trattamento di numerose patologie. Una notevole fonte di questi importantissimi composti sono i funghi; essi possono contribuire al trattamento di queste patologie attraverso la riduzione dello stress ossidativo e l’inibizione della proliferazione cellulare. Gli enzimi sotto forma di nutrizione con i funghi sono indispensabili per garantire un sistema immunitario efficiente ed evitare il sovraccarico tossico, che porta a sviluppo di patologie degenerative, negli organismi. Il sovraccarico tossinico provoca uno squilibrio immunitario e questo rende il nostro corpo incapace di combattere le infezioni virali, batteriche e fungine, favorendo lo sviluppo di patologie gravi.  Lo stress ossidativo e il carico di tossine causa una riduzione dell’attività delle cellule NK (Natural Killer), estremamente suscettibili all’azione dei ROS (Specie Reattive dell’Ossigeno), e favorisce l’aggressione di patogeni e sviluppo di patologie degenerative croniche. Inoltre, gli enzimi sono utilizzati in tutti i processi vitali (metabolismo) che, senza di essi, non ci sarebbero o sarebbero estremamente lenti; questi catalizzatori biologici intervengono nella respirazione, la digestione, la crescita, la coagulazione del sangue, la percezione dei sensi e la riproduzione.

Una carenza enzimatica è deleteria per il nostro organismo; i funghi contengono numerosi enzimi sia digestivi sia coinvolti nella detossificazione e nella protezione delle strutture organiche dai danni dei radicali liberi. Molti di questi hanno funzione antiossidante, e proteggono cellule e tessuti. Citiamo i principali enzimi contenuti nei funghi:

  • Enzimi antiossidanti (SOD e Laccasi);
  • Enzimi che concorrono all’inibizione della proliferazione cellulare (Glucosio-2-ossidasi e Proteasi);
  • Enzimi coinvolti nella detossificazione (Perossidasi, Citocromo P-450 e Citocromo P-450 reduttasi).

A. Enzimi Antiossidanti: fanno parte di questa categoria la Superossido dismutasi (SOD), classe di enzimi strettamente correlati che catalizzano la rottura dell'anione superossido in ossigeno O2 e perossido di idrogeno H2O2, e la Laccasi, ossidoreduttasi che catalizza la riduzione dell’ossigeno ad acqua durante l’ossidazione di numerosi composti fenolici e xenobiotici. L’enzima SOD è indispensabile per ridurre l’effetto dell’invecchiamento e del sovraccarico tossico, nonché nell’evitare la formazione di patologie cronico-degenerative; la laccasi esplica un ruolo importante nella riduzione dello stress ossidativo.

B. Enzimi Antiproliferativi cellulari: in questa categoria troviamo la Glucosio-2-ossidasi (beta-gluconasi), catalizzatore di numerosi aldopiranosi con produzione di perossido di idrogeno e 2-cheto-D-glucosio, e la Proteasi, enzima in grado di catalizzare la rottura del legame peptidico tra il gruppo amminico e il gruppo carbossilico delle proteine tramite l’inserimento di una molecola d’acqua (idrolasi).  La beta-gluconasi gioca un ruolo importante nella diagnosi clinica del diabete, alla produzione di antibiotici e ha, in vitro, attività antitumorale, mentre la Proteasi del sistema digestivo hanno come funzione di ridurre le proteine in peptidi assimilabili, partecipa al processo coagulativo, attraverso
l’azione di 13 fattori coagulanti (taglia la protrombina (inattiva) e la converte in trombina (attiva) che permette la precipitazione della fibrina e la formazione del tappo piastrinico) e sono indispensabili per il ricambio cellulare, per la crescita, per la riparazione e la sostituzione delle cellule che hanno terminato la loro vita utile, o che sono morte a causa di ferite e malattie.

C. Enzimi Detossificanti: il più importante è senza dubbio il sistema enzimatico della citocromo P-450, indispensabile per la detossificazione dell’organismo e nella biotrasformazione e metabolismo dei farmaci. La citocromo P450 è una superfamiglia enzimatica di emoproteine, appartenente alla sottoclasse enzimatica delle monoossigenasi (o ossidasi a funzione mista) che, grazie alla grande capacità di agire su una gran numero di differenti substrati, sia esogeni sia endogeni, permette la riduzione del carico tossinico nell’organismo. Questo complesso enzimatico produce a sua volta, o può produrre, tossine e radicali liberi (reazioni di fase I di attivazione di sostanze tossiche, rese a loro volta ancora più attive e pericolose); è importante, quindi, assumere antiossidanti in grado di inattivare i prodotti della detossificazione, tra cui il glutatione, il SOD, il beta-carotene e la vitamina E (molti di questi già presenti nel fungo stesso; questo il motivo per cui i funghi sono un fitocomplesso unico). Oltre al catabolismo di composti esogeni ed endogeni contribuisce alla biosintesi degli ormoni steroidei e degli acidi biliari.

Fonti bibliografiche:

2010, David L. Nelson, Michael M. Cox. Introduzione alla biochimica di Lehninger

2011, Cazzavillan S. I funghi medicinali dalla tradizione alla scienza. Nuova Ipsa Edizioni

2008, Bianchi I. Micoterapia. Nuova Ipsa Edizioni