Il Manganese

Il Manganese è un elemento chimico della tavola periodica con numero atomico 25 e facente parte dei metalli di transizione; è molto simile al ferro e con questo elemento condivide durezza e fragilità. Utilizzato dall’uomo sin dalla preistoria come colorante, sottoforma di biossido di manganese, per la produzione di diverse leghe e la lavorazione del vetro e oggi risulta fondamentale per la produzione del ferro e dell’acciaio, mentre ha raggiunto una certa importanza in campo medico solamente nei primi anni del Novecento.

Il manganese è un oligoelemento importantissimo per la salute dell’organismo che partecipa a molti processi enzimatici di rilievo. È cofattore della DNA-sintetasi e della RNA-sintetasi, enzimi implicati nella sintesi di DNA e RNA, e della superossido dismutasi (SOD)[1], antiossidante essenziale per la protezione dell’organismo dall’azione dei radicali liberi e le specie reattive dell’ossigeno (ROS). Attiva l’enzima piruvato carbossilasi, coinvolto nella gluconeogenesi e nella reazione anaplerotica del ciclo di Krebs (porta alla formazione di ossalacetato), e arginasi, enzima che partecipa al ciclo dell’urea e serve a ridurre i livelli di ammoniaca dal corpo. Il corpo umano adulto contiene un totale di 15-20 milligrammi di manganese, la maggior parte dei quali si trova nelle ossa, mentre le restanti parti in tracce sono presenti nei reni, nel fegato, nel pancreas, nell’ipofisi e nelle ghiandole surrenali. Per avere una struttura ossea sana, un corretto metabolismo dello stesso e affinché svolga una corretta funzione, l’organismo umano richiede un adeguato apporto giornaliero di manganese che è utilizzato anche come cofattore in idrolasi, integrine, isomerasi, lectine, liasi, ligasi, ossido-reduttasi e transferasi.

È molto utile per una corretta funzione tiroidea e del sistema immunitario, per la coagulazione del sangue, per regolare i livelli di colesterolo e della glicemia. Ciò nonostante, una sua assunzione o esposizione eccessiva può portare ad una condizione nota come manganismo, una malattia neurodegenerativa che causa la morte neuronale dopaminergica e provoca sintomi simili alla malattia di Parkinson[2,3]. Questo importantissimo oligoelemento è presente principalmente nei cereali e nel vino e, seppur in dosaggi minimi, nel cacao, nelle patate e nelle uova. Il suo assorbimento è molto scarso, è in competizione con l’assorbimento del ferro ed è reso ancora più difficoltoso da livelli significativi di calcio, fosforo, fitati e fibra alimentare. Bionutrienti come colina e lecitina (sembra anche l’alcol etilico) ne favoriscano l'assorbimento. Dai numerosi studi è emerso che l’assunzione di alimenti integrali “dovrebbe” garantire un maggiore apporto di manganese per il nostro organismo, ma è paradossale sapere che le fibre e i fitati, presenti in abbondanza negli alimenti integrali, ne inibiscono l’assorbimento.

Curiosità: questo elemento viene utilizzato in medicina clinica come disinfettante e antisettico per le sue proprietà fortemente antiossidanti; in particolare, il potassio permanganato (KMnO4) trova impiego nella purificazione delle acque e nel controllo degli odori.

Fonti bibliografiche:

          1. Law, N.; Caudle, M; Pecoraro, V (1998). "Manganese Redox Enzymes and Model Systems: Properties, Structures, and Reactivity". Advances in Inorganic Chemistry 46. p. 305. doi:10.1016/S0898-8838(08)60152-X. ISBN 9780120236466.
          2. Emsley, John (2001). "Manganese". Nature's Building Blocks: An A-Z Guide to the Elements. Oxford, UK: Oxford University Press. pp. 249–253. ISBN 0-19-850340-7.
          3. Silva Avila, Daiana; Luiz Puntel, Robson; Aschner, Michael (2013). "Chapter 7. Manganese in Health and Disease". In Astrid Sigel; Helmut Sigel; Roland K. O. Sigel. Interrelations between Essential Metal Ions and Human Diseases. Metal Ions in Life Sciences 13. Springer. pp. 199–227. doi:10.1007/978-94-007-7500-8_7.