Marijuana Terapeutica

La marijuana è l’inflorescenza essiccata della pianta Cannabis indiana; questa pianta è di facile coltivazione, cresce a tutte le latitudini e ha un costo di lavorazione molto basso. La sostanza principale che la compone è il THC, Tetraidrocannabinolo, un fitocannabinoide dalle spiccate proprietà antidolorifiche e non solo (gli vengono attribuite proprietà antinausea, antiemetiche, anticinetosiche ed euforizzanti). Prima dell’avvento del proibizionismo era stata una pianta medicinale molto utilizzata e veniva impiegata per produrre la carta e le fibre tessili; in seguito venne bandita e ne fu vietato l’utilizzo e la vendita.

La marijuana potrebbe essere impiegata nelle terapie antitumorali per controllare e diminuire il dolore; oltre a questo, sarebbe l’ideale nelle patologie neurodegenerative: ricerche sul sistema endocannabinoide, sistema endogeno di comunicazione tra cellule composto da recettori cannabinoidi, ligandi endogenie e proteine coinvolte nel metabolismo e trasporto degli endocannabinoidi, ha dimostrato che i cannabinoidi hanno attività neuroprotettiva e anti-infiammatoria; ciò suggerisce che la cannabis può essere utile nel trattamento di malattie neurodegenerative come la sclerosi multipla, sclerosi laterale amiotrofica, malattia di Alzheimer e morbo di Parkinson. Inoltre, può risultare molto utile come coadiuvante in patologie come l’artrite reumatoide, l’epilessia e malattie infiammatorie cronica intestinali grazie alla sua spiccata azione antiinfiammatoria.

Il THC agisce stimolando il rilascio di dopamina, neurotrasmettitore endogeno della famiglia delle catecolamine essenziale per il corretto funzionamento del SNC, inibisce il rilascio di vari neurotrasmettitori, stimola diverse aree della sostanze grigia e del midollo, causando, a loro volta, l’inibizione delle vie nervose ascendenti del dolore. Inoltre, si riducono la produzione di prostanoidi e citochine pro infiammatorie, esplicando così la sua azione antiflogistica.

In Italia è illegale, è depenalizzato l'uso personale ed è legale, a certe condizioni, l'uso medico. Il 18 settembre 2014, il ministro della salute, Beatrice Lorenzin, ha dichiarato che lo stabilimento chimico farmaceutico di Firenze si occuperà della coltivazione e della produzione di farmaci a base di marijuana. Non sarà assolutamente permessa l’autocoltivazione ai pazienti che ne fanno uso, ma potranno usufruire di questi farmaci che, grazie alla coltivazione e produzione in Italia, costeranno molto meno rispetto a quanto vengono pagati oggi. Lo stesso Dott. Umberto Veronesi è sempre stato favorevole all’utilizzo della marijuana a scopo terapeutico, affermando che il danno provocato dal tabacco delle sigarette non è nemmeno paragonabile ai danni che può causare l’abuso di cannabis. Ovviamente, è sempre aperta la polemica sul perché le sigarette sia liberalizzate al contrario della marijuana, ma questo è un argomento difficile da trattare che evito di approfondire.

Speriamo che in futuro molte persone possano usufruire di questo tipo di farmaci, che vi sia un controllo mirato di questi e che possa migliorare la condizione e la salute di chi ne fa uso; è giunto il momento di sdoganare i vecchi dogmi, cioè di pensare alla marijuana solamente come ad una inutile droga. Abbiamo visto nel corso degli anni come l’abuso di cannabis possa causare gravi danni, ma le numerose ricerche hanno rivelato che la marijuana, utilizzata a scopo terapeutico, può essere molto utile e diventare, a volte, essenziale.