Coprinus (Corpinus Cornatus) - Funghi Medicinali - Freeland

Coprinus

Nome scientifico: Coprinus comatus. Fungo dalla forma ovale con gambo alto e slanciato. È molto comune che cresce a gruppi in giardini, prati e boschi. Inizialmente il suo colore è bianco e successivamente diventa più scuro; con la maturazione dal bordo si arrotola come una campana e con l’invecchiamento tende a liquefarsi. In MTC è particolarmente indicato per soggetti appartenenti alla loggia “Terra” (stomaco-milza-pancreas) e alla loggia “Metallo” (polmone-intestino crasso).

 

coprinus-comatus

STORIA

Comunemente conosciuto come “Shaggy mane” in America e come “fungo dell’inchiostro” in Italia, il Coprinus comatus è un fungo delizioso dal punto di vista culinario, citato per questo anche dal Prof. Clyde Christensen dell’Università del Minnesota nel libro “Common Edible Mushrooms” del 1943. Egli pubblicò questo libro nel tentativo di superare la micofobia del comune pubblico dell’epoca. Il Coprinus comatus nel suo libro rientra tra i “Foolproof four” ossia tra i “4 a prova di errore” e in effetti tra i funghi commestibili all’epoca, alcuni non erano facilmente identificabili. Fortunatamente ora molte cose, in oltre 60 anni, sono cambiate in micologia.

 

LA LEGGENDA DEL COPRINUS

Dal cappello del Coprinus comatus, così come del Coprinus plicatilis, in passato si otteneva un liquido, che serviva a preparare una specie di inchiostro molto più resistente di quello di china. Per tale motivo questi funghi, nei paesi anglosassoni, sono chiamati «Ink Cap», cioè cappello inchiostro. Esistono più di 100 funghi dell’inchiostro e si trovano su terreni ricchi, non concimati, su prati, campi, giardini e sono molto comuni alle nostre latitudini.

Il Coprinus comatus si trova facilmente in terreni ricchi di materia organica ed è facile da riconoscere, basta indurre l’autodigestione togliendolo dal substrato. Nel 1994 John Hopple, un laureando alla Duke University sequenziò, con intento sistemico, una serie di geni coinvolti nell’autodigestione e scoprì che i funghi che inducono autodigestione in realtà appartengono a 4 gruppi diversi. Questa scoperta sollevò parecchio scombussolamento nell’ambiente tanto che fu proposta la distinzione all’interno del genere.

 

CARATTERISTICHE GENERALI

Il Coprinus comatus viene volgarmente chiamato «chiodino chiomato» o «fungo di porcellana» per il suo aspetto insolito. È alto dai 5 ai 20 cm, possiede lamelle libere, molto compresse, che, dopo poco che il fungo matura, si dissolvono, dal bordo verso l’interno, in un liquido simile a inchiostro, la cui colorazione nera dipende dalle spore maturecoprinus-comatus-2 in esse contenute. Il cappello può essere allungato e ovoidale o conico, con forma simile a un’alta e stretta campana; la superficie, dapprima continua, si separa poi subito in squame morbide, larghe, spesso sollevate, e l’orlo si volge verso l’alto e si fessura; il colore è bianco, rosa verso il bordo che poi annerisce quando il fungo inizia a liquefarsi.

Questo agarico viene definito «chiomato», dal latino «comatus», per le sue frange nere cadenti. Il gambo è lungo e cavo, simile a un asparago, con base rigonfia. Lungo lo stelo si trova un anello fragile, spesso annerito per la caduta delle spore, che diventa mobile e cede da solo, una volta che il cappello si è aperto. Il terreno, su cui il Coprinus comatus solitamente cresce, è ricco di materiale calcareo, di sostanze organiche in decomposizione, di escrementi. Spunta, durante la notte, sulle superfici erbose e già a mezzogiorno può aver raggiunto la completa maturazione. È abbastanza comune trovare degli agarici chiomati in prati, giardini, lungo strade, sentieri campestri, su terreno smosso, e solo a volte nei boschi.

Fruttifica isolato o a folti gruppi, nelle stagioni piovose, dalla primavera all’autunno, in particolare nelle zone settentrionali temperate. I corpi fruttiferi, da consumarsi quando siano ancora immaturi e prima che le lamelle assumano tonalità rosate, sono molto apprezzati in cucina per il sapore piacevole e delicato. Devono essere raccolti la mattina presto e cucinati il più rapidamente possibile. Per rallentare la maturazione del fungo, dopo la raccolta, è consigliabile staccare il gambo con una leggera rotazione, così da evitare che passi ulteriore acqua nel cappello. I coprini si possono mangiare: crudi in insalata, saltati per pochi minuti con un po’ di burro, o si possono bollire in acqua, per poi cucinarli all’occorrenza.

 

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COMPONENTI GENERALI DEL COPRINUS

Il Coprinus comatus è composto per il 20-40% di proteine; contiene vitamina C, D, B (in particolare B3), E; minerali quali vanadio e potassio in alte quantità, ma anche calcio, ferro, rame, zinco; 20 amminoacidi tra cui 8 essenziali.

 

SOSTANZE BIOATTIVE

È un fungo molto interessante che contiene in particolare:

  • Vitamina D, vitamina C, vitamine del gruppo B (soprattutto Niacina) e vitamina E
  • Minerali
    • Potassio (in grandi quantità)
    • Calcio
    • Vanadio
    • Ferro
    • Rame
    • Zinco
  • Molte proteine (20-38%)
  • 20 Amminoacidi tra cui 8 essenziali

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STUDI SCENTIFICI

Gli studi sul Coprinus comatus come ipoglicemizzante sono molto pochi, anche perché, per questo effetto, l’attenzione è stata spostata sul Maitake Grifola. Ci sono studi in vitro risalenti al 1984 (Bailey e coll.), del 2006 e del 2008 che valutano l’efficacia di questo fungo in particolari affezioni che colpiscono l’organismo.

 

PER ULTERIORI INFO SU QUESTO FUNGO:

 FONTI

Stefania Cazzavillan (2011) – FUNGHI MEDICINALI, dalla tradizione alla scienza – NUOVA IPSA EDITORE
Ivo Bianchi (2008) – MICOTERAPIA – NUOVA IPSA EDITORE
Georges M. Halpern – I FUNGHI CHE GUARISCONO – EDIZIONI IL PUNTO D’INCONTRO
Ivo Bianchi (2013) – Il Fungo dell’Immortalità – MOS MAIORUM EDIZIONI

 

CONVALIDAZIONI SCIENTIFICHE