Coriolus Versicolor - Funghi Medicinali - Freeland

Coriolus

Nome scientifico: Coriolus versicolor. Si trova nelle foreste temperate di tutto il mondo e ovunque negli Stati Uniti. Predilige i tronchi morti di quasi tutti i tipi di alberi. È striato da bande di colore marrone digradanti da tonalità scure a quelle più chiare, che si alternano a fasce arancio, blu, bianche e marrone rossiccio. Possiede la caratteristica distintiva di essere il fungo da cui deriva uno dei principali farmaci antineoplastici, la crestina.

 

coriolusSTORIA

Il Coriolus o Trametes versicolor (Poliporo a mensola variopinto) è una Polyporacea molto comune in Europa e in tutto il resto del mondo, nota per la variabilità del colore da cui il nome versicolor. In Giappone è conosciuto come Kawaratake (“mushroom by the river bank”), in Cina come Yun.zhi (“Cloud fungus”) e viene chiamato Turkey tail (coda di tacchino). Secondo la MTC (Medicina Tradizionale Cinese), tonifica la milza, il fegato ed il cuore, risolve la stanchezza e nutre la mente. Nei tempi passati veniva ampiamente usato nelle malattie polmonari, nella spossatezza e nelle malattie croniche e degenerative. Gli antichi taoisti veneravano il fungo perché cresceva sui tronchi di pino. Trattandosi di un albero sempreverde, i monaci erano convinti che il fungo avesse le stesse proprietà dell’albero, che non perde mai il suo fogliame. I taoisti credevano che Trametes versicolor raccogliesse l’energia yang dalla radici del pino, e pertanto lo prescrivevano ai pazienti con carenza di questa energia.

Il Coriolus è da secoli un componente fondamentale dell’armamentario della medicina tradizionale asiatica tanto che negli anni ’80 il governo giapponese ha ufficialmente approvato l’uso di questo fungo e dei suoi principi attivi in varie forme di cancro. Un suo estratto (Krestin) è attualmente il più venduto farmaco antineoplastico in Giappone. È correntemente usato nei pazienti oncologici in associazione con la chirurgia, la chemioterapia e la radioterapia.

 


LA LEGGENDA DEL CORIOLUS

Alla fine degli anni ’60 in Giappone sono stati studiati più di 200 funghi appartenenti alla famiglia delle Polyporacee, nel tentativo di trovare, per il trattamento del cancro allo stomaco, estratti con minore tossicità di quella esercitata dal Lentinano (del Lentinula edodes - Shiitake). Tra le varie specie di Polyporacee studiate, il Coriolus vesicolor è risultato la più promettente, sia per la sua elevata attività antitumorale, che per la sua stabilità in coltura in serie. Alcuni estratti di micelio presentavano la stessa attività antitumorale del corpo fruttifero, e dal micelio venne estratto un componente bioattivo chiamato Krestin (PSK) e che nel 1971 divenne un vero e proprio farmaco antitumorale prodotto in Giappone dalla Kureah Chemical Industry Company.coriolus-versicolor

Verso la metà degli anni ’70 la Kureah Company vendette i diritti del Krestin alla Sankyo Pharmaceutical Company che raggiunse fatturati di 600 milioni di dollari annui. In Giappone il composto era prescritto insieme ai chemioterapici come immunomodulatore non specifico per i pazienti affetti da cancro. Nel 1979 la casa farmaceutica spagnola CEPA presentò il Krestin come farmaco brevettato in Spagna, ma nel 1983 le autorità spagnole lo rifiutarono per la mancanza dell’individuazione di un principio attivo che potesse chiaramente spiegare il meccanismo d’azione, e così fece anche la FDA americana 2 anni dopo.

 

CARATTERISTICHE GENERALI

Fungo legnoso, non commestibile, cresce per tutto l’anno, su tronchi e ceppi morti o vivi di latifoglie e più raramente di conifere. È un fungo sessile, coriaceo, solitamente raggruppato in vari individui a mensole sovrapposte; superficie vellutata, poi liscia con l’età, di colore variabile, concentricamente zonata di nero-verdastro, grigio-bluastro, grigio-bruno od ocra-ruggine, con margine bianco o crema. Qualche volta i cappelli sono verdastri perché ricoperti da licheni. Al posto delle lamelle la parte inferiore è caratterizzata dalla presenza di pori di circa 2 mm (circa 10 pori per millimetro) con la funzione di aumentare l’area destinata alle spore. I polipori sono importantissimi per l’ecosistema in quanto decompongono il legno e riciclano i nutrienti e i minerali in esso contenuti che possono così essere usati da altri organismi. Nella parte inferiore si trovano brevi tubuli, che terminano in pori sottili come la punta di un ago, che con il tempo ingialliscono. Una volta secco il Coriolus versicolor, spesso minacciato dalle larve di coleotteri, cambia di poco, per questo viene utilizzato di buon grado nelle composizioni di fiori secchi.

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COMPONENTI GENERALI DEL CORIOLUS

Il Coriolus versicolor ha un valore energetico di 0,11 Kcal. È composto principalmente da polisaccaridi per il 42,4%, dei quali il 30,9% sono beta-D-glucani. Il fungo poi contiene il 15,8% di proteine, il 2,0% di grassi, quali steroli e acidi grassi insaturi e il 7,0% di fibre. Le fibre vegetali che contiene sono molto importante per migliorare la digestione enterica del cibo e quindi permette un assorbimento ottimale dei nutrienti. Come per tutti i funghi, è importante il contenuto di vitamina B, quali la B6 e la B12, indispensabile quest’ultima perché ha effetti positivi sulla salute del cervello e del sistema nervoso, promuovendo la crescita e lo sviluppo delle cellule ed è necessaria per la formazione dei globuli rossi.

 

SOSTANZE BIOATTIVE

  • Minerali quali:
  • Aminoacidi
  • Grassi
    • Steroli
    • Acidi grassi insaturi
  • Polisaccaridi
    • PSK (polisaccaride K)
    • PSP (polisaccaride Peptide)
  • Fibre
  • In piccola parte, vitamine del gruppo B

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STUDI SCENTIFICI

Il Coriolus versicolor ha suscitato l’attenzione dell’industria farmaceutica nel 1965, quando un ingegnere chimico della Kureha Chemical Industry Company Ltd., in Giappone, osservò il suo vicino che curava un cancro allo stomaco con un rimedio popolare. L’uomo si trovava in fase terminale, e non poteva essere curato in ospedale o cliniche. Per diversi mesi assunse il rimedio, costituito da un fungo, e poi, guarito, tornò al lavoro. Quel rimedio popolare era il Coriolus versicolor. L’ingegnere convinse i suoi colleghi a esaminarlo. Si cercò la varietà migliore del fungo e se ne iniziò la coltivazione, che ben presto portò alla nascita del PSK, un estratto del fungo. Il PSK (Polisaccaride K) è il principale componente della crestina: di tratta del betaglucano 1-3, il tipo di polisaccaride che si trova nei funghi medicinali, legato a una proteina e particolarmente benefico per il sistema immunitario. Il successo della crestina ispirò alcuni ricercatori cinesi a sviluppare un proprio estratto del Coriolus versicolor che chiamarono PSP (Polisaccaride Peptide). Il peptide è un composto a basso peso molecolare che compare nella creazione delle proteine. Sia il PSK che il PSP costituiscono dei potenti immunostimolanti. La sperimentazione clinica con il PSP è iniziata soltanto nei primi anni Novanta, mentre gli studi clinici sul PSK sono stati condotti fin dal 1978. Nel 1991, al 14° Simposio annuale internazionale di Chemioterapia sono stati presentati 68 (circa un quinto del totale) studi sul PSK.

 

PER ULTERIORI INFO SU QUESTO FUNGO:

 

FONTI

Stefania Cazzavillan (2011) – FUNGHI MEDICINALI, dalla tradizione alla scienza – NUOVA IPSA EDITORE
Ivo Bianchi (2008) – MICOTERAPIA – NUOVA IPSA EDITORE
Georges M. Halpern – I FUNGHI CHE GUARISCONO – EDIZIONI IL PUNTO D’INCONTRO
Ivo Bianchi (2013) – Il Fungo dell’Immortalità – MOS MAIORUM EDIZIONI

 

CONVALIDAZIONI SCIENTIFICHE