Prendiamoci cura dei nostri amici con la Micoterapia

Mico-Immunonutrizione per canie e gatti

Dott. Alessandro Prota, Chirurgo Veterinario Naturopata

Molti fattori influiscono sullo sviluppo dei tumori nel cane e nel gatto e non sempre sono presi seriamente in considerazione tra questi vi sono:

  • gli effetti da sostanze tossiche presenti nell’ambiente
  • gli additivi contenuti negli alimenti
  • il sovraccarico degli organi emuntori
  • lo squilibrio delle funzioni immunitarie
  • lo stress
  • conflitti psichici

Le conseguenze dell’inquinamento ambientale, l’utilizzo di pesticidi così come di additivi nell’industria alimentare, non devono essere sottovalutate. Il problema, infatti, sta nel quotidiano, anche se solo in piccole quantità, assunzione di sostanze nocive attraverso l’alimentazione, l’acqua che beviamo e l’aria che si respira. Tali sostanze, col tempo sovraccaricano gli organi emuntori: fegato, stomaco e intestino, reni, sistema linfatico e polmoni. Questo crea nell’organismo un ambiente favorevole allo sviluppo di una forma tumorale in grado di progredire grazie anche al derivante squilibrio del sistema immunitario che non riconosce e distrugge in tempo le cellule cancerogene. Non solo inizialmente bensì anche durante la malattia, le tossine svolgono un ruolo fondamentale. La malattia stessa così come i tratta menti di radio o chemioterapia determinano la formazione di sostanze tossiche che affaticano gli organi adibiti ai processi di detossificazione, in particolare fegato e reni, con peggioramento della funzionalità e ristagno delle tossine. Il tutto va ad alterare il funzionamento del sistema immunitario. Contro questo surplus di scorie e tossine l'organismo reagisce con un esaurimento psico-fisico che influisce negativamente sullo stato di salute generale. Se la capacità rigenerativa psico-fisica è limitata e l’organismo non è più in grado di adattarsi a situazioni stressanti, si creano le condizioni predisponenti allo sviluppo di patologie croniche, che a loro volta contribuiscono al mantenimento dello squilibrio immunologico. Fattori negativi come stress, infiammazioni croniche, allergie e tumori determinano uno spostamento dell’attività del sistema immunitario verso la risposta umorale (produzione di anticorpi e stimolo infiammato-rio). La risposta umorale, definita TH1, e quella cellulo-mediata, definita TH2, in condizioni di equilibrio dovrebbero lavorare 12 ore l’una e 12 ore l’altra. Se permane lo stimolo per una risposta TH2, la risposta TH1 viene automaticamente inibita per cui l’organismo perde la capacità di difendersi da virus e cellule tumorali. L’eccesso di vaccinazioni e terapie prolungate con cortisone provocano uno sbilanciamento della risposta verso TH2 con riduzione della sorveglianza immunitaria TH. Il ripristino di un equilibrio tra risposta immunitaria umorale e cellulo-mediata è quindi assolutamente necessario per consentire all’organismo di poter funzionare sia contro i microrganismi che contro le cellule tu-morali. La diagnosi tumorale rappresenta un forte peso psicologico per i proprietari degli animali colpiti da questa patologia, malattia (che) per cui spesso in maniera affrettata (ricorrono) si ricorre alla chemioterapia, (spesso) troppo tossica per il paziente, con compromissione nel tempo delle difese immunitarie, con recidive ben più aggressive (spesso) e a volte mortali.

Cosa necessita l’organismo per guarire? A seconda dell’età del paziente, del tipo e della progressione della malattia, è necessario che vi sia un preciso trattamento tradizionale (chirurgia, chemioterapia, radioterapia) supportato da terapie che permettano, da una parte, di contrastare gli eventuali effetti collaterali, e dall’altra, di lavorare sulle cause. Una intensiva cura di detossificazione, ripristina un equilibrio del sistema immunitario fondamentale per ogni processo di guarigione. Un eccellente supporto per una terapia globale è l’assunzione di funghi terapici grazie alle loro straordinarie capacità di detossificazione e di immunomodulazione. In commercio ormai da tempo vengono proposti funghi terapici ma bisogna stare molto attenti alla qualità e all'origine di questi funghi, infatti è fondamentale che provengano da coltivazioni biologiche sottoposte a standard GMP europei, che siano esenti da aflatossine intossicanti e, inoltre, è importante l'assenza di metalli pesanti e radioattività presenti in alcuni funghi commercializzati provenienti da (alcuni) paesi orientali.

I funghi terapici come adattogeni

Le sostanze adattogene effettuano un ottimo lavoro nel ripristino dell’equilibrio immunologico. Il termine adattogeno è stato concepito dal medico russo NV Lazarev, intendendo tutte quelle sostanze che provvedono al sostentamento e mantenimento di un buon stato di salute e resistenza fisica, anche in situazioni di stress psico-fisico fino nella vecchiaia. Nella sua definizione, un adattogeno deve avere le seguenti caratteristiche:

  • Non deve dare all’organismo alcuno stress organico supplementare.
  • Deve consentire un migliore adattamento organico all’ inquinamento ambientale (l’assunzione di funghi terapeutici sostiene le funzioni fisiologiche dei sistemi nervoso, endocrino ed immunitario, da cui partono principalmente i meccanismi di adattamento).
  • Devono avere un effetto immunomodulante per prevenire (sia) una reazione eccessiva del sistema immunitario.

Questa azione adattogena è stata dimostrata sul fungo Maitake: in condizioni di polarizzazione TH2, l’assunzione di Maitake ripristina l’equilibrio spostandolo verso TH1. L’azione adattogena avviene grazie alla presenza di polisaccaridi in esso contenuti. Questo porta alla conclusione che anche altri funghi siano in grado di ripristinare l’equilibrio tra cellule TH1 e TH2, grazie al notevole contenuto di polisaccaridi, che svolgono questa modulazione in sinergia con tutte le altre sostanze bioattive contenute dal fungo nella forma naturale. I beta-glucani sono polisaccaridi a catena lunga, contenuti in concentrazioni variabili in tutti i funghi che a seconda del tipo, si presentano in varie strutture chimiche con efficacia sul sistema immunitario che aumenta a seconda della complessità strutturale, la quale varia, quindi, anche a seconda del fungo. Ai polisaccaridi isolati dai diversi funghi sono stati dati nomi specifici, ad esempio lo Shiitake, il Coriolus e il Maitake. I beta-glucani agiscono a vari livelli sia direttamente che indirettamente sul sistema immunitario: attivazione dei monociti/macrofagi, produzione di specifiche citochine, proliferazione e attivazione delle cellule NK (Natural Killer), stimolazione di linfociti B e T. L’aumentata produzione di citochine, specifiche a seconda dello squilibrio in atto, fa partire specifici meccanismi di regolazione.

Tra i funghi contenenti grandi quantità di polisaccaridi complessi vi è l’Agaricus blazei Murrill (AbM), l’assorbimento del quale è migliorato dalla vitamina C. L'AbM viene utilizzato per la regolazione del sistema immunitario in patologie tumorali, per stimolare la rigenerazione del midollo osseo e di conseguenza l’emopoiesi, che può essere pregiudicata da trattamenti radio e chemioterapici, risolvendo situazioni di anemia e di immunodepressione. Inoltre con l’aiuto dell’AbM possono essere controllate situazioni di epatomegalia, caratteristiche di leucemie e linfomi. Anche il fungo Maitake svolge una importante azione sul sistema immunitario, in particolar modo quando è colpita la struttura ossea. Questo fungo ha la capacità di rinforzare il tessuto osseo, caratteristica che lo rende molto utile a prevenire e ridurre il dolore di metastasi ossee.

Nei casi di tumori cerebrali è preferibile l’impiego del Maitake all’AbM. Le sostanze utilizzate nella chemioterapia non danneggiano solo le cellule tumorali, ma anche i tessuti sani, in particolar modo quelli costituiti da cellule in attiva replicazione, come per esempio la cute, le mucose e il midollo osseo. Alterazioni dell’emopoiesi (ridotta sintesi di globuli rossi e bianchi), stanchezza, nausea, vomito, perdita di pelo o danni alle mucose possono essere effetti collaterali di tali terapie. L’utilizzo dei funghi a scopo terapeutico permettono di tenere sotto controllo la tossicità di tali terapie salvaguardando e rinforzando i tessuti sani.

Il fungo Reishi (Ganoderma lucidum) tonifica e protegge il fegato agevolando l’eliminazione dal nostro organismo delle tossine in eccesso, con conseguente riduzione dei danni. Il Reishi insieme all’AbM è molto efficace nel ripristinare una corretta emopoiesi. Il Reishi supporta l’eritropoiesi, riducendo la sintomatologia legata all’anemia ossia una scarsa ossigenazione sanguigna e conseguente stanchezza fisica. Questo fungo viene utilizzato sopratutto nei tumori che colpiscono il fegato o il tessuto polmonare.

Il fungo Coriolus (Trametes versicolor) viene invece impiegato prima o durante una radioterapia. Le conseguenze negative delle radiazioni sull’emopoiesi e sulle mucose possono essere ridotte anche in fase preventiva (uso profilattico). Singoli studi dimostrano l’efficacia del Coriolus verso i tumori caratterizzati da componente ormonale come carcinomi mammari e prostatici.

In presenza di metastasi è consigliabile l’impiego del fungo Polyporus. Il sistema linfatico trasporta molte sostanze tossiche dai tessuti organici ai vasi sanguigni per poterle eliminare attraverso fegato e reni ed ha inoltre un ruolo importante nel nostro organismo, tant’è vero che un suo blocco genera un sovraccarico di scorie che vanno ad incidere sul funzionamento del sistema immunitario. Appunto per questo, nelle malattie tumorali è fondamentale che vi sia una buona funzionalità del sistema linfatico soprattutto in caso di linfoadenectomie (asportazione del linfonodo) che possono condurre a blocchi e edemi. Nel quadro di una terapia globale, queste situazioni potrebbero essere risolte con l’utilizzo di Polyporus.

Spesso, anche il sovraccarico del tratto intestinale può creare dei problemi, perché la mucosa intestinale ha un ruolo rilevante sulla stabilizzazione, regolazione e sviluppo del sistema immunitario: le placche di Peyer in esso contenute sono importanti per le difese immunitarie, che si diffondono in tutto il corpo attraverso la circolazione sanguigna.

Dato che i funghi possono assorbire le sostanze nocive dal terreno, non dovrebbero essere utilizzati quelli raccolti in natura bensì preferibilmente quelli di origine biologica. La polvere derivata dal solo micelio dovrebbe essere evitata per il contenuto di oltre il 50% di farina perché a questa mancano determinate sostanze presenti solo nelle lamelle del fungo. Qui di seguito presentiamo alcune indicazioni terapeutiche:

Tumore Mammario: dato che spesso durante una mastectomia vengono asportati i linfonodi, è molto importante l’uso del Polyporus anche perché aiuta il sistema linfatico ad eliminare le sostanze nocive della chemioterapia. Per detossificare il fegato che risente molto della tossicità da chemioterapici è appropriata la somministrazione del fungo Reishi. Durante la radioterapia dovrebbe invece essere impiegato il Coriolus per la capacità di ridurre gli effetti collaterali delle radiazioni. Anche nei casi di carcinoma mammario ormono-dipendente si consiglia il Coriolus perché migliora l’efficacia a lungo tempo del blocco ormonale. Per la protezione del tumore alla mammella è molto d’aiuto il Maitake. Dopo un trattamento con la medicina tradizionale, l’AbM è in grado di bilanciare il sistema immunitario onde evitare una possibile recidiva di malattia.

Leucemia: qui si differenzia in base ad aumento o diminuzione dei leucociti. Se risultassero aumentati è utile lo Shiitake, se diminuiti la scelta ricade sul Reishi. In presenza di un splenomegalia è il caso di aggiungere l’AbM. Se fosse colpito il sistema linfatico, come per esempio nei linfomi, è da aggiungere il Polyporus.

Perché utilizzare una miscela di funghi?

I ricercatori ritengono che, al fine di massimizzare la risposta del sistema immunitario, una miscela di polisaccaridi (funghi) è migliore. Questi polisaccaridi aumentano il numero e l'attività di killer T e NK (natural killer) linfociti. La combinazione di specie di funghi medicinali invia (gli) stimoli al sistema immunitario (di più) spingendo a svegliarsi le difese naturali del corpo.

Perché è importante che i funghi siano coltivati con metodo biologico?

Nei funghi possono concentrarsi metalli pesanti, specialmente se vengono coltivati nei pressi di un'area industriale dove le sostanze inquinanti di aria e acqua (può) possono essere assorbite dal terreno e passate direttamente al loro interno. Gli effetti benefici si ottengono soprattutto con l’utilizzo del fungo intero grazie alla sinergia di sostanze in esso presenti che lavorano insieme alle giuste concentrazioni e senza effetti collaterali, specie nell'animale il fungo intero possiede un'azione più completa e si associa all'estratto di fungo specifico per la malattia da trattare. Nonostante si (è) sia pensato da anni che l'animale sintetizzi la vitamina C, con la vita moderna e il grado di intossicazione dei nostri amici a quattro zampe, la quantità sintetizzata di vit C non e' sufficiente a contrastare l'eccesso di radicali liberi (liberati dalla massa tumorale), inquinanti ambientali e alimentari che esauriscono le riserve di vit C; va quindi aggiunta sotto forma di ascorbato di potassio che ne facilita l'assorbimento. Grazie alle proprietà detossificanti dei funghi terapici a seconda del grado di intossicazione l'animale presenta una certa astenia durante la fase di detossificazione, a volte accompagnata da diarrea, scolo nasale, leggero prurito, tutti sintomi di disintossicazione dell'organismo dalle tossine e metalli pesanti accumulati nel tempo. I polisaccaridi dei funghi esercitano la loro azione antitumorale principalmente attraverso l'attivazione della risposta immunitaria dell'organismo ospite. Queste sostanze sono considerate come modificatori della risposta biologica (BRM, Wasser e Weis 1999). Ciò significa che i funghi terapici aiutano l'organismo ad adattarsi a vari fattori ambientali e biologici ed esercitano un'azione non specifica sul corpo, di supporto ad alcuni o tutti i principali sistemi, compresi i sistemi nervoso, ormonale e immunitario, nonché regolano funzioni biologiche (Brekhman 1980). L'azione immunomodulante dei polisaccaridi è particolarmente utile come profilassi, una forma lieve e non invasiva di trattamento e nella prevenzione dei tumori metastatici. I polisaccaridi dei funghi non attaccano direttamente le cellule tumorali, ma producono i loro effetti anti-tumorali attivando diverse risposte immunitarie nell'ospite.

Dott. Alessandro Prota