Convegno di Oncologia e Medicina Integrata

“Tratto dall’articolo di Roberta Pino de il Quotidiano del Sud

I FUNGHI utilizzati a scopo terapeutico. È il concetto alla base della micoterapia, cura fondata sui funghi della medicina tradizionale cinese ed un interessante convegno, a tal proposito, si è svolto nella Pinacoteca Civica adiacente il teatro Francesco Cilea. “Micoterapia, nuove strategie terapeutiche di medicina integrata”, questo il titolo del meeting promosso dall’azienda Freeland di nutraceutica e immunonutrizione di Verona, la prima in Italia che sta svolgendo una «pioneristica e capillare campagna di informazione rivolta ai medici e agli esperti del settore naturale».

Leggi tutto

Celiachia e Malassorbimento

La celiachia è un disturbo dell’intestino tenue associato a infiammazione della mucosa intestinale, atrofia villosa e iperplasia delle cripte. Le presentazioni cliniche di questa patologia sono le stesse del malassorbimento (ad es. steatorrea, calo ponderale) e delle carenze vitaminiche e nutrizionali. La celiachia è relativamente comune e ha una prevalenza di circa un individuo su 300. Tuttavia, è meno diffusa nei soggetti di origine cinese, giapponese e africana.

I segni e i sintomi della celiachia, nota anche come enteropatia da glutine o sprue non tropicale, sono stati descritti per la prima volta da Areteo di Cappadocia nel II secolo d.C. Negli anni Quaranta, si notò che l’assunzione di cibi contenenti frumento, orzo e segale poteva causare malassorbimento e che tale condizione scompariva eliminando questi alimenti dalla dieta. Successivamente, si determinò che la proteina responsabile di questa sensibilità è la gliadina del glutine. L’esposizione alla gliadina causa una reazione infiammatoria. Ciò porta ad una progressiva riduzione dei villi che rivestono l'intestino tenue (atrofia dei villi) fino alla loro completa scomparsa. Ciò interferisce con l'assorbimento delle sostanze nutritive, in quanto i villi intestinali ne sono responsabili.

Leggi tutto

Tubercolosi: il ritorno di un vecchio nemico

La tubercolosi è un’infezione batterica che si sviluppa principalmente nei polmoni, ma può verificarsi anche in sede extrapolmonare, ed è causata dal Mycobacterium tuberculosis. Questo batterio ha la forma di un bastoncello con una parete cellulare di tipo gram-positivo insolita, a causa dell’elevato contenuto lipidico. Tra questi, l’acido micolico protegge i batteri dall’uccisione da parte dei fagociti ed evoca una potente risposta infiammatoria.

Come la gran parte dei microrganismi patogeni respiratori, il M. tuberculosis penetra nei polmoni per inalazione di piccole goccioline liquide che consentono al batterio di bypassare la difesa delle cellule ciliate. Nel polmone, il batterio incontra i macrofagi alveolari dai quali viene inglobato, senza tuttavia essere ucciso, e nei quali si moltiplica causandone la morte. La continua replicazione nell’area polmonare attrae un numero sempre maggiore di cellule fagocitarie come anche altre cellule del sistema immunitario.

Leggi tutto

Glucosio e Cellule Tumorali

Il glucosio è uno zucchero semplice, un monosaccaride aldeidico, utilizzato come principale fonte di energia dalle cellule degli organismi viventi. La respirazione cellulare impiega questo composto organico come carburante che, tramite l’impiego dell’ossigeno (O2) come accettore finale di elettroni, viene trasformato in CO2 e H2O con formazione di adenosina trifosfato (ATP), un composto ad alta energia richiesto in quasi tutte le reazioni metaboliche endoergoniche.

L’organismo, per restare in salute, necessita di un apporto costante di glucosio che viene veicolato ai tessuti tramite il flusso sanguigno in cui questo monosaccaride è disciolto. Una volta assorbito nel sangue, una parte di questo viene utilizzato dalle cellule per produrre energia (soprattutto dalle cellule cerebrali) e il rimanente viene immagazzinato da muscoli e fegato sotto forma di glicogeno. L’assorbimento del glucosio all’interno della cellula è regolato dall’insulina: questo ormone fa sì che la cellula assorba una maggiore quantità di questo zucchero, facilitandone l’ingresso. Più alta sarà la concentrazione di glucosio nel circolo ematico (glicemia) più alta sarà l’insulina prodotta.

Leggi tutto

Helicobacter pylori e Funghi Medicinali

L’Helicobacter pylori è un batterio gram-negato flagellato che provoca gastrite cronica e svolge un ruolo importante nella formazione della ulcera peptica, del carcinoma gastrico e del linfoma gastrico. Questo batterio è stato rilevato nello stomaco degli esseri umani in tutte le parti del mondo. È in grado di sopravvivere a valori di pH molto bassi, come quelli riscontrabili nello stomaco umano, grazie all’attività dell’enzima ureasi: questa idrolasi, indispensabile per creare intorno al batterio un ambiente idoneo alla sua sopravvivenza, catalizza l’idrolisi dell’urea in biossido di carbonio (CO2) e ammoniaca (NH3) che neutralizza l'effetto degli acidi gastrici. Inoltre l’ureasi dell’Helicobacter è in grado di distruggere le cellule gastriche, tramite lisi (azione citolitica), e provocare un intensa infiammazione.

L’infezione da H. pylori rappresenta un fattore chiave nell'eziologia di varie malattie gastrointestinali che vanno dalla gastrite cronica attiva senza sintomi clinici all’ulcera peptica, l’adenocarcinoma gastrico e il linfoma gastrico (Kusters JG et al., 2006).

Nei paesi in via di sviluppo, dal 70 al 90% della popolazione ospita nel proprio stomaco l’Helicobacter pylori mentre nei paesi sviluppati, la prevalenza di infezione è più bassa.

Leggi tutto

L'Infiammazione

L'infiammazione è un sistema di difesa operato dal nostro organismo in risposta a uno stimolo ed è mediato dal sistema immunitario. Questo specifico meccanismo è volto a eliminare la causa che ha provocato il danno, sia cellulare che tissutale, e avviare il processo di riparazione. L'infiammazione si verifica quando il sistema immunitario si appresta a combatte contro qualcosa che può rivelarsi dannoso, ad esempio contro batteri colonizzanti una ferita o una scheggia penetrata in un dito.

Ci sono cinque segni che possono indicare un’infiammazione acuta:

  • Rossore (Rubor)
  • Calore (Tumor)
  • Gonfiore (Calor)
  • Dolore (Dolor)
  • Perdita di funzionalità (Functio laesa)

Leggi tutto

I ROS per combattere il cancro?

Nella prevenzione e nella lotta contro il cancro si sono sempre indicati come alleati fondamentali gli agenti antiossidanti presenti in integratori e negli alimenti. Addirittura, molti alimenti sono considerati veri e propri “superfood” o “nutraceutici” proprio per la loro concentrazione elevata di sostanze che combattono l’azione dei radicali liberi.

I ROS sono le specie reattive dell’ossigeno e sono un sottogruppo di radicali liberi che si formano normalmente nel nostro organismo in seguito a processi fisiologici quali la fosforilazione ossidativa, la difesa immunitaria e reazioni enzimatiche. La biologia del tumore ha rivelato che le cellule tumorali sono note per esibire un elevato stress ossidativo intrinseco. Rispetto alle cellule sane, la maggior parte di quelle neoplastiche hanno una quantità di specie reattive dell'ossigeno molto più elevata, quali anione superossido, H2O2 e radicali idrossilici[1-4]. Queste sostanze chimiche reattive contenenti ossigeno reagiscono con acidi nucleici, proteine e lipidi, contribuendo in maniera determinante alla proliferazione delle cellule tumorali, alle alterazioni del DNA, all’apoptosi, la metastatizzazione, l’angiogenesi e l’alternanza nella sensibilità cellulare per agenti antitumorali[5,6].

La disfunzione dei telomeri, osservata nelle cellule tumorali, è associata ad alterata biogenesi e funzionalità mitocondriale che porta all’aumento della produzione di ROS[7]. Coerentemente con questa relazione, vale la pena notare che l’aumento dei ROS è legato all’invecchiamento[8]. Il processo di invecchiamento è caratterizzato da una diminuzione della componente antiossidante dell’organismo e questo permette ai radicali liberi di agire negativamente sulla funzionalità del nostro corpo.

Leggi tutto

Il Colesterolo

Il colesterolo è un composto naturale appartenente alla classe degli steroidi caratterizzato da uno scheletro carbonioso formato dalla fusione di quattro cicli, denominato ciclopentanoperidrofenantrene, con una testa polare (gruppo ossidrile) e una coda apolare (idrocarburo dodecano). Viene considerato un alcol e, per questo motivo, è definito come delta5-sterolo. Questo particolare composto riveste un ruolo importantissimo nel mantenimento dell’equilibrio fisiologico dell’organismo:

  • È parte integrante delle membrane cellulari, aumentandone la stabilità meccanica, riducendo la permeabilità a piccole molecole idrosolubili e fungendo da mediatore, assieme a molecole proteica, dello scambio di sostanze messaggere;
  • Viene impiegato dal fegato per la produzione della bile;
  • Aggregato con altre proteine (lipoproteine HDL, LDL, VLDL) forma delle vescicole che vengono utilizzate per veicolare il loro contenuto in altri distretti corporei;
  • È il precursore degli ormoni steroidei come testosterone, cortisone, estradiolo, aldosterone, etc.

La biosintesi del colesterolo, vista la sua mediazione in numerosi processi biochimici (sia patologici che fisiologici), è particolarmente importante; viene biosintetizzato in molti organi e tessuti come pelle, fegato, intestino, arterie e ghiandole. Il colesterolo e i suoi metaboliti sono indispensabili per lo sviluppo di quasi tutti gli organismi viventi.

Leggi tutto

I Glucocorticoidi

I glucocorticoidi sono una classe di ormoni steroidei che, nell'uomo, sono prodotti in particolare nella zona fascicolata della corticale del surrene. La secrezione di glucocorticoidi è stimolata dall’ormone adrenocorticotropo (ACTH) adenoipofisario, la cui secrezione è a sua volta stimolata dall’ormone di rilascio della corticotropina (CRH) ipotalamico. Il cortisolo è senza dubbio il glucocorticoide più conosciuto e importante, in grado di regolare l’equilibrio del nostro organismo. Lo stress, sia fisico che emotivo, ne induce la secrezione e per questo motivo a concentrazioni elevate gioca un ruolo fondamentale nell’adattamento dell'organismo allo stress.

Il precursore inerte della molecola del cortisolo è il cortisone. Esso viene attivato per riduzione del gruppo chetonico in posizione 11, mediante un enzima chiamato 11-beta-steroide-deidrogenasi.

Il cortisone fu scoperto per primo dal chimico statunitense Edward Calvin Kendall al quale venne attribuito il Premio Nobel per la medicina e la fisiologia - insieme a Philip S. Hench e Tadeusz Reichstein - per la scoperta degli ormoni della corteccia surrenale, delle loro strutture e funzioni. Il cortisone è un farmaco oggi usato in una numerosa varietà di trattamenti, e può essere somministrato per via orale, intravenosa o cutanea.

Leggi tutto

Candida albicans

La Candida albicans è un fungo saprofita appartenente alla famiglia dei Saccaromiceti. Essa, e in misura minore altri tipi di Candida, è presente nel cavo orale, nel tratto gastrointestinale e in quello vaginale dell’organismo[1]. In individui sani questa colonizzazione rimane generalmente benigna, tuttavia soggetti immunocompromessi possono spesso soffrire di infezioni della cavità orale. Questo tipo di infezioni orali sono definite “candidosi orale”[1] e sono prevalentemente causate dalla specie albicans e può appestare l’orofaringe e/o l’esofago di persone con disfunzioni del sistema immunitario adattativo. In effetti, patologie come l’HIV o l’invecchiamento possono essere dei fattore di rischio per lo sviluppo della candidosi orale[2].

Si stima che circa il 75% di tutte le donne soffrano almeno una volta nella loro vita di candidiasi vulvovaginale (VVC), con il 40-50% di loro che sperimenta almeno un episodio ulteriore di infezione[3,4] e una piccola percentuale, il 5-8 %, che soffre di almeno quattro infezioni di VVC all'anno[5]. I fattori predisponenti alla VVC sono meno definiti rispetto alla candidosi orale e comprendono diabete mellito, l’uso di antibiotici, contraccettivi orali, la gravidanza, terapie ormonali e cattiva alimentazione[6]. Nonostante la loro frequenza e la morbilità associata, le infezioni superficiali da Candida albicans non sono letali. In netto contrasto, la candidosi sistemica è associata ad un elevato tasso di mortalità, anche con l’impiego della terapia di prima linea antifungina[7,8,9]. Sia la neutropenia che il danno della mucosa gastrointestinale sono fattori di rischio per lo sviluppo di candidosi sistemica (disseminata)[10].

Leggi tutto