Pleurotus

Nome scientifico: Pleurotus ostreatus. Fungo saprofita-parassita, di colore variabile dal bruno-violaceo, bruno-rossiccio o grigio-biancastro.

Cresce su vecchie ceppaie, su tronchi vivi di latifoglie (gelsi, pioppi, ecc.); fruttifica dall'autunno alla primavera successiva e anche in inverni miti. Ha importanti azioni a livello dell'organismo, sopratutto sul sistema digerente (soprautto per quanto rigurada la zona gastro-enterica).

STORIA

Il Pleurotus ostreatus, chiamato anche orecchione, è il più comune tra i pleuroti, lo si trova in autunno e in inverno nelle zone settentrionali temperate. Cresce, in palchi o in file, su vecchie ceppaie, tronchi e parti morte si alberi vivi, specialmente latifoglie, salici e pioppi. Si tratta di un fungo saprofita-parassita. In cinese è chiamato Píng g?, che significa “fungo piatto”. È un Basidiomycota, della classe dei Basidiomycetes, dell’ordine delle Agaricales e della famiglia delle Pleurotaceaeenere.

 

LA LEGGENDA DEL PLEUROTUS

Nella dinastia Sung (420-479 a.C.) si riferivano a questo fungo come al “fungo dei fiori celestiali”. Gli effetti benefici di questo fungo per la salute sono stati scoperti in modo indipendente nei diversi continenti. La conoscenza delle sue proprietà medicinali non viene, per una volta, solo dall’Asia, ma anche dalla tradizione del Centro Europa, del Sud America e dell’Africa. È stato coltivato per la prima volta negli Stati Uniti, ma ad oggi è prodotto in tutto il mondo.

 

CARATTERISTICHE GENERALI

Allo stadio iniziale di crescita assume una forma convessa, e si trova intimamente unito ad altri cappelli che gli crescono attorno; successivamente assume una forma di ostrica ed è spesso eccentrico, imbricato con altri cappelli, a volte numerosi. Il colore varia da bruno-violaceo, bruno-rossiccio o grigio-biancastro; il margine è involuto, liscio, ma a maturità tende ad appianarsi con possibili fratture. Il diametro può misurare mediamente 20-25 cm. La cuticola è serica, ma diventa decisamente vischiosa con il tempo umido.

Le lamelle sono alte, più o meno fitte, morbide, decorrenti sul gambo, di colore biancastro. Il gambo è corto, laterale o spesso mancante, di colore bianco, duro, liscio e peloso alla base. La polpa è molto compatta, piuttosto tenace, di colore bianco, ha un odore di farina fresca e un sapore gradevole. È quindi un fungo mangereccio, ottimo in cucina, ma devono essere impiegati esemplari giovani; se infatti l’orecchione è molto stagionato può causare qualche disturbo intestinale.

Questo fungo si presta molto bene a essere conservato sott’olio, cotto sulle braci, o impanato e fritto in padella. Essendo una specie invernale, non è consigliato conservarlo nel congelatore.

 

COMPONENTI GENERALI DEL PLEUROTUS

Il Pleurotus ostreatus contiene: una grande quantità di proteine, otto amminoacidi essenziali (eccetto il triptofano), le vitamine B1, B2, B3, B5, B7, vitamina C e PP ed elementi minerali (calcio, magnesio, ferro, rame, manganese, fosforo, potassio, selenio, sodio e zinco).

Questo fungo parassita-saprofita contiene composti bioattivi che sono responsabili degli effetti immunomodulanti, dell’attività antibatterica, antivirale, antinfiammatoria, antineoplastica che numerosi studi gli hanno attribuito:

  • Betaglucani e glicoproteine
  • Lovastatina
  • Ostreolisina
  • Laccasi
  • D-glucosio ossidasi
  • Ribonucleasi
  • Lectine dimeriche
  • Peptide di 9 kD con attività ribonucleasica
  • Acido palmitico e linoleico

 

SOSTANZE BIOATTIVE

Le sostanze bioattive principali, riconducibili all’effetto benefico di questo fungo sull’organismo, sono le fibre alimentari, le vitamine del gruppo B, le numerose sostanze antiossidanti e la lovastatina. Le fibre alimentari rendono il Pleurotus ostreatus un ottimo prebiotico; queste sostanze non sono assorbite dall’organismo ma sono utilizzate dalla flora intestinale. I prebiotici favoriscono la corretta crescita del macrobiota umano, in particolare dei lactobatteri, e ne regolano l’attività. Hanno, inoltre, interessanti proprietà nutrizionali in soggetti aventi diabete, sindrome metabolica, acidosi sistemica, obesità e allergia.

Le vitamine del gruppo B, come sappiamo, sono indispensabili all'organismo umano infatti costituiscono un ruolo essenziale al normale funzionamento del sistema nervoso, del tono muscolare dell'area gastroenterica e sono molto utili per il corretto funzionamento di cute e capelli, ma anche per bocca e occhi, per la corretta funzionalità epatica, per la conversione dei carboidrati in glucosio (elementi primari utilizzati dall'organismo per la produzione di energia) e sono fondamentali per il metabolismo di lipidi e proteine.

Le sostanze antiossidanti contenute sono la vitamina C (acido ascorbico) e PP (acido nicotinico); la prima è indispensabile per la  salute della pelle, in quanto interviene nel processo di produzione del collagene, e mantiene stabili la vitamina A, la vitamina E, l'acido folico e la tiamina. L’acido nicotinico è indispensabile per la produzione della nicotinammide adenina di nucleotide (NAD) e nicotinammide adenina dinucleotide fosfato (NADP): il NAD viene sintetizzato, nell'organismo, da tre diverse vie che coinvolgono, rispettivamente, l'acido nicotinico, la nicotinammide e l'acido chinolinico. Il NADP, invece, viene ottenuto attraverso il legame tra un gruppo fosfato ed il gruppo OH del NAD. Sia il NAD che il NADP vengono coinvolti in molteplici reazioni di ossidoriduzione di vie sia cataboliche che anaboliche.

La lovastatina è una statina naturale, scoperta nel 1970 e immediatamente sviluppata come farmaco per abbassare il colesterolo “cattivo” LDL. La lovastatina si trova nel micelio, nei primordia del fungo e nella parti del fungo adulto. Riduce sensibilmente la sintesi delle LDL e delle VLDL, che principalmente condizionano i livelli serici del colesterolo stesso, e questo effetto è potenziato da una diminuzione della dell’assorbimento e della biosintesi del colesterolo, un aumento del catabolismo del colesterolo e dell’eliminazione e della degradazione degli acidi biliari. Si ha, inoltre, una riduzione dell’attività dell’HMG-CoA e quindi una riduzione della sintesi di colesterolo endogeno.

 

STUDI SCIENTIFICI

Dati sperimentali hanno evidenziato che l’aggiunta del 10% di Pleurotus ad una dieta contenente l’1% di colesterolo ha ridotto, in conigli maschi, il colesterolo serico del 65% e il contenuto di colesterolo nel fegato, cuore, muscolo estensore e aorta rispettivamente del 60, 47, 25, e 79%.  Nel gruppo trattato rispetto al controllo è stata inoltre notata una sostanziale riduzione del danno coronarico e della fibrosi del miocardio, oltre che la presenza di una minore quantità di cellule schiumose in tutti i tipi di lesione ateromasica. Altri due studi (Bobek et al.) su ratti sottoposti ad un regime ricco di colesterolo hanno dimostrato che una dieta contenente 5% di Pleurotus era in grado di ridurre del 46% i livelli di colesterolo serico, di interferire sull’accumulo di colesterolo e trigliceridi a livello del fegato (rispettivamente del 51% e 32%) e di aumentare la frazione di colesterolo-HDL. Lo stesso regime portava ad una riduzione del 53% delle VLDL e del 47% delle LDL.

Il genere Pleurotus è rappresentato in Cile da due specie, il P. ostreatus e il P. sutherlandii (Francia et al., 2000). Le statine sono degli ottimi inibitori dell'enzima idrossimetilglutaril coenzima A (HMG-CoA) reduttasi che catalizza la riduzione della HMG-CoA a mevalonato durante la sintesi del colesterolo (Endo , 1992; Bobek et al, 1997). Tutte le statine naturali hanno una struttura molecolare comune, ma differiscono tra loro a causa di catene laterali e un gruppo metilico intorno all'anello. Il fatto che la lovastatina è presente in così alta percentuale nel pleurotus, lo rende un integratore alimentare importante per i pazienti affetti da ipercolesterolemia.

 

PER ALTRE INFO SU QUESTO FUNGO:

 

 

FONTI:

Stefania Cazzavillan (2011) – FUNGHI MEDICINALI, dalla tradizione alla scienza – NUOVA IPSA EDITORE

Ivo Bianchi (2008) – MICOTERAPIA – NUOVA IPSA EDITORE

Georges M. Halpern – I FUNGHI CHE GUARISCONO – EDIZIONI IL PUNTO D’INCONTRO

Ivo Bianchi (2013) – Il Fungo dell’Immortalità – MOS MAIORUM EDIZIONI

Valentina Bianchi (2009) – I funghi medicinali, Per vivere a lungo in perfetta salute – Edizioni L’Età dell’Acquario